Illustrazione tratta da opera di Giacomo Balla

Archive for the ‘Galleria’ Category

La vittoria mutilata non era un mito ma la dura realtà che cambiò tutto

Vinta la Grande guerra, persa la pace. Il Paese cadde in grave crisi d’identità


di Giampietro Berti

Un nodo centrale della storia italiana del Novecento è dato dal primo dopoguerra e in modo particolare dalla partecipazione dell’Italia alla Conferenza di Pace di Parigi del 1919, quando il nostro Paese non vide riconosciute tutte le sue richieste, un rifiuto, questo, che generò non il mito, ma direi piuttosto la dolorosa realtà della «vittoria mutilata». Ricostruisce ora questa vicenda, in tutti i suoi risvolti politici e diplomatici, Paolo Soave, Una vittoria mutilata? L’Italia e la Conferenza di Pace di Parigi, edito nella collana dritto/rovescio diretta da Eugenio Di Rienzo di Rubbettino Editore (pagg. 157, € 14,00). (more…)


Gli accordi di Parigi un errore strategico

Nel libro di Soave tutti i punti di fragilità dell’Italia


di Luigi Morrone

La collana “Diritto e rovescio” di Rubbettino si arricchisce di un nuovo volume, dedicato alla Conferenza di Pace di Parigi, dal significativo titolo: “Una vittoria mutilata?”, che riprende un articolo di Gabriele D’Annunzio sul Corriere della Sera del 24 ottobre 1918, a guerra non ancora finita (“Vittoria nostra, non sarai mutilata”). Il libro non si propone una ricostruzione organica della Conferenza di Pace, ma si prefigge un’interpretazione organica della “vittoria mutilata” che tenga conto dei vari piani sui quali essa si articolò. (more…)


Roberto Gaja Console in Libia 1949-1952

Quel diplomatico piemontese che voleva fare grande l’Italia, raccontato da Luciano Monzali


di GianPaolo Ferraioli

Luciano Monzali nutre una vera e propria passione per il suo lavoro di storico della politica estera italiana. Questa sua dedizione è talmente grande che lo conduce a una costante rivalutazione degli eventi e dei personaggi che passano sotto la sua lente di studioso. Lo dimostra anche l’ultimo dei suoi innumerevoli libri, Roberto Gaja Console in Libia 1949-1952 (Società Editrice Dante Alighieri), nel quale egli si concentra sulla figura del diplomatico di origini piemontesi, che svolse il suo servizio nel periodo che va dal crollo del fascismo al 1978. (more…)


Un grande diplomatico dell’Italia repubblicana. La Libia e l’azione di Roberto Gaja nella “Farnesina rossa”

di Lorenzo Medici

Il libro di Luciano Monzali Roberto Gaja console in Libia, 1949-1952, pubblicato per la collana “Minima Storiografica”, presso la Società editrice Dante Alighieri, diretta da Eugenio Di Rienzo, è molto più di quello che annuncia il titolo.

Profondo conoscitore della storia della politica estera italiana, con questo lavoro Monzali prosegue lungo uno dei filoni principali della sua ricerca: quello dello studio di singole personalità legate alle relazioni internazionali dell’Italia, sia attori sia interpreti delle stesse – politici, diplomatici, accademici, intellettuali -, attraverso una narrazione che propone molteplici piani di analisi ed è capace di attrarre anche il lettore non specialista ma interessato alla storia d’Italia e alla sua politica estera. (more…)


Giù le mani da Colombo. Appello anti iconoclasti

L’appello di intellettuali e giornalisti per celebrare l’esploratore genovese finito nel mirino del movimento Black lives matter. Il 12 ottobre festa contro ogni revisionismo

Dal 2004 è stata introdotta la Giornata nazionale di Cristoforo Colombo (Dir. PCM 20/2/2004) «da svolgersi annualmente il giorno 12 ottobre, ricorrenza dello storico sbarco dell’esploratore genovese nel continente americano», purtroppo ignorata da molti italiani.

Una dimenticanza che può diventare una rimozione o una censura di fronte all’ondata iconoclasta che sta travolgendo l’Occidente e che ha nel navigatore italiano uno dei suoi principali bersagli. (more…)


Mai umiliare le Nazioni sconfitte

di Stefano Folli

Si dice a ragione che le premesse della seconda guerra mondiale furono poste con gli accordi di pace che conclusero la prima. La miopia delle potenze vincitrici nei confronti della Germania è portata ad esempio di come non si deve trattare un paese sconfitto, gettando il seme della rivalsa. Questo interessante saggio di Paolo Soave pubblicato da Rubbettino conferma che analoghi errori furono commessi nella conferenza di Parigi a danno dell’Italia: con la differenza che Roma sedeva tra le capitali che avevano vinto il conflitto. E per sedersi a quel tavolo, accanto a Francia e Gran Bretagna, l’Italia si era molto esposta. In primo luogo aveva pagato un prezzo enorme in termini di vite umane. E poi aveva compiuto, come è noto, un’operazione politico-diplomatica alquanto spregiudicata, rompendo la Triplice Alleanza ed entrando in guerra accanto ai nemici del giorno precedente, Londra e Parigi. (more…)


Una vittoria mutilata? L’Italia alla Conferenza di Pace di Parigi del 1919

di Luca Riccardi

La Conferenza della Pace di Parigi che prese le mosse nel gennaio del 1919 è stato uno degli episodi più contrastati della storia politica del XX secolo. Nei suoi dibattiti, infatti, si rovesciarono tutte le dirompenti novità che erano state generate da quel conflitto senza precedenti che era stata la prima guerra mondiale. Quattordici milioni di morti, una parte rilevante dei quali proveniva dalle Potenze vincitrici, sedettero idealmente a quel tavolo; o perlomeno così fu rivendicato da alcuni dei partecipanti che volevano evitare di presentarsi alle proprie opinioni pubbliche nella veste di vincitori della guerra, ma di sconfitti della pace. Questa sorta di ultimatum morale non fu vero solo per il traballante governo italiano. Tutti gli alleati, senza esclusione, sentirono questa necessità e condivisero la preoccupazione per il deterioramento del quadro economico, sociale, sanitario delle proprie società. (more…)


1919: l’Italia a Versailles. Storia e cronaca di una vittoria mutilata

di Marcello Rinaldi

Il tema della “vittoria mutilata” è stato affrontato da vari storici italiani, ma quasi sempre nel contesto più ampio di opere dedicate alla storia della politica estera liberale e fascista o alla crisi finale dell’Italia liberale. Un’opera organica sul tema fu avviata molti anni fa dal Maria Grazia Melchionni, ma, di fatto, i principali riferimenti storiografici restano il volume di Burgwyn dei primi anni ’90, eloquentemente intitolato The Legend of the Mutilated Victory, e la più datata opera di Albrecht-Carrié sull’Italia alla conferenza di Parigi. Non sorprende, pertanto, che la vulgata storiografica ancor oggi prevalente a livello internazionale sia quella che liquida la “vittoria mutilata” come una chiara manifestazione di quel nazionalismo immaturo, tipico di un Paese incompiuto tanto a livello sociale che politico, che perseguì con l’ingresso in guerra interessi egoistici e eccessivi, con un appetito superiore alle capacità digestive del Regno, come sostennero alcuni osservatori alleati. (more…)


Masaniello. Chi era costui?

di Marco Roncalli

«Questo Masaniello è pervenuto a segno tale di autorità di comando, di rispetto, e di obbedienza, che ha fatto tremare tutta la città con li suoi ordini, li quali sono stati eseguiti dai suoi seguaci con ogni puntualità e rigore; ha dimostrato prudenza, giudicio e moderazione; insomma è divenuto un re in questa città…». Così il cardinale Ascanio Filomarino, arcivescovo di Napoli, il 12 luglio 1647, in una lettera a papa Innocenzo X piena di elogi per la «confidenza e l’osservanza» riservategli da quel giovane pescivendolo, dotato di carisma e ingegno, trasformatosi in un capopopolo. (more…)


A caccia del mitico canale dei Faraoni come Indiana Jones

Grazie all’ambasciata e all’Istituto di cultura italiano del Cairo ci sono 20 missioni archeologiche, tra cui gli scavi per l’antica idrovia verso il Mar Rosso

di Marco Valle

Un lungo, intenso amore lega l’Italia all’Egitto dei faraoni. Lo ricordano a Roma gli obelischi, a partire dal Cinquecento rialzati dai pontefici, le magnifiche collezioni dei Musei Vaticani ma, soprattutto, gli allestimenti radicalmente rinnovati nel 2015 del Museo Egizio di Torino, il più antico del mondo. Un’esposizione voluta nel 1832 da re Carlo Felice che acquisì la preziosa collezione di Bernardino Drovetti, un diplomatico piemontese arrivato in Egitto al seguito di Napoleone e considerato, al pari del suo rivale padovano Giovanni Battista Belzoni, uno dei padri della moderna egittologia. (more…)