Illustrazione tratta da opera di Giacomo Balla

Archive for the ‘Galleria’ Category

“In questa oscura notte della republica”. La rivoluzione di Lucca del 1531

di Paolo Luca Bernardini

«Aprile è il più crudele dei mesi». Così, infinitamente ripetute, adattate ad ogni occasione, le parole con cui inizia The Waste Land di T. S. Eliot. Il poeta di St. Louis nella mente, e nel cuore, poteva avere, nel 1922, solo la desolazione della Prima Guerra Mondiale. Qui siamo ancora nel secolo del Rinascimento. Pochi giorni dopo la fine della rivoluzione lucchese di cui parleremo qui e ora, fine che data 9 aprile, ma esattamente un anno prima termina, con un omicidio, l’esistenza terrena di un rivoluzionario che sembra anticipare, nella sua tragica parabola, quella dei capipopolo del Sette e soprattutto dell’Ottocento, Michael Gaismair; condottiero dei contadini in Tirolo e a Salisburgo, eroe e terrore dell’establishment, alfiere di un attacco ai privilegi nobiliari che ebbe grande successo, inizialmente, e ne fece figura consimile, ed in gran parte anticipatrice di una seconda, quella di Hans Kohlhase. Colui che proprio nell’ottobre 1532 – questa volta qualche mese dopo la fine della sollevazione lucchese – iniziò la propria guerra individuale contro i soprusi dei potenti. E che divenne nel 1810 – in pieno spirito rivoluzionario, ma d’una rivoluzione d’altro segno – protagonista della novella di Heinrich von Kleist (Michael Kohlhaas) che assicurò fama perpetua sia al poeta romantico tedesco, sia soprattutto al fiero, leggendario mercante di cavalli del Märkish-Oderland, tra Berlino e Polonia. (more…)


Quando Croce appoggiò il fascismo

Lo storico Eugenio Di Rienzo ricostruisce nel suo libro “Benedetto Croce. Gli anni del fascismo” i rapporti tra il grande filosofo e il regime. Soprattutto, fa luce sui motivi di una scelta sofferta da cui scaturirono riflessioni importanti sul futuro del liberalismo


di Lorenzo Terzi

«Ho trovato Croce piuttosto abbacchiato di spirito e mi ha fatto male… Capisco che i tempi sono avvilenti, quasi senza speranza di vederli mutati, per noi di un’età avanzata! Ma quel quasi lascia uno spiraglio di luce – un alito di fede che non bisogna soffocare – perché lo spiraglio diventi breccia – l’alito, bufera che tutto travolga e distrugga».

Così Arturo Toscanini, in una lettera del 10 aprile 1937 all’amata Ada Mainardi, ricorda un incontro con Benedetto Croce in casa del conte Alessandro Casati. (more…)


Croce in camicia grigia: disse “sì” al regime ma soltanto per timore dell’ascesa rossa

Il filosofo all’inizio fu favorevole al movimento, anche se non ne accettava le idee. Le sue priorità erano ristabilire l’ordine ed evitare il modello sovietico


di Corrado Ocone

Continua a ritroso la biografia del Croce politico di Eugenio Di Rienzo. Dopo il volume dedicato al periodo che va dalla caduta del fascismo alla nascita della Repubblica, lo studioso romano mette sotto i riflettori gli anni compresi fra le due guerre e affronta il complesso tema dell’antifascismo crociano in Benedetto Croce. Gli anni del fascismo (Rubbettino, pagg. 216, € 18,00). Complesso perché arrivò tardi e fu per lo più di opposizione morale, non di aperta cospirazione politica. Esso ebbe tuttavia una vasta influenza sul formarsi delle coscienze degli oppositori al regime, in Patria, e contribuì in modo determinante a far sì che all’estero ci si facesse un giudizio profondamente negativo sul regime e sul Duce. (more…)


Benedetto Croce. Un antifascista conservatore

di Elisa D’Annibale

Nel 1946, nel clima politicamente infuocato, determinato dalle elezioni politiche e dal referendum istituzionale, Gaetano Salvemini pubblicava un articolo molto critico dedicato alla biografia di Benedetto Croce durante il ventennio nero. In quello, scritto, comunque, Salvemini non dimenticava di ricordare le benemerenze del filosofo nella lotta alla dittatura, sostenendo che:

Gl’italiani non dovrebbero mai dimenticare la gratitudine che debbono a Croce per la sua resistenza al fascismo dal 1925 al 1943. Ogni altra voce in Italia era soffocata nelle carceri, sequestrata a domicilio coatto, costretta a stare in esilio. Lo stesso suo silenzio era una protesta. Resistenza e silenzio venivano dalla stratosfera, senza dubbio. Ma il loro effetto era potente. (more…)


Quando Croce restò sedotto dal fascismo

Di Rienzo approfondisce in un saggio cause e circostanze del grande abbaglio politico di don Benedetto. Il filosofo fu vittima di quell’illusione, prima e dopo la marcia su Roma». Poi capì la minaccia totalitaria


di Ugo Cundari

Che Benedetto Croce fosse stato per quasi tre anni, dal ’22 al ’24, sostenitore del fascismo è noto, ma Eugenio Di Rienzo, docente di Storia moderna alla Sapienza di Roma, approfondisce la vicenda nel saggio Benedetto Croce. Gli anni del fascismo (Rubbettino, pagine 220, € 18,00) e l’inquadra nell’ambito di una maturazione politica e personale da parte del filosofo più complessa di quella fino ad oggi messa a fuoco. Iniziamo dal Croce che aderì. (more…)


L’Iran è vicino. L’Italia e la stagione di Ruḥollāh Khomeini

di Luciano Monzali

Anche se ciò non piace alla maggior parte degli italiani, popolo prevalentemente autoreferenziale, provinciale e chiuso, che vorrebbe avere rapporti con l’estero solo quando si tratta di fare vacanze in luoghi esotici o di ricevere soldi da turisti compiacenti, il problema del rapporto con il Medio Oriente rimane al centro della vita politica ed economica del nostro Paese. Le recenti polemiche di stampa, le controversie sulle responsabilità dell’uccisione di Giulio Regeni in Egitto e sulle consulenze di Matteo Renzi in Arabia Saudita, e il continuo afflusso di immigrati illegali dal Vicino Oriente, confermano che, ci piaccia o no, l’Italia è un Paese mediterraneo, di frontiera fra popoli e civiltà diverse, che per sopravvivere o prosperare deve avere rapporti con gli Stati e i popoli del mondo mediterraneo e islamico. Ma sorge la domanda se c’è nelle élite italiane, in particolare in quelle politiche e intellettuali, consapevolezza di ciò e se oggi ci sia uno sforzo di ragionare e delineare una politica e una strategia razionali e concrete di interazione del nostro Stato con i popoli mediorientali.

Sicuramente in passato, nella cosiddetta Prima Repubblica, questo sforzo vi è stato, così come ci mostra il bel libro del docente dell’Università degli Studi di Bari, Rosario Milano, L’Italia e l’Iran di Khomeini 1979-1989 (Mondadori, 2021) dedicato alla ricostruzione dell’atteggiamento italiano verso la rivoluzione islamica khomeinista e ai rapporti fra Italia e Iran negli anni Ottanta. (more…)


Tra pensiero e azione. Benedetto Croce nel Ventennio fascista

di Marcello Rinaldi

Molto si insiste ancora sulla validità della definizione del fascismo come breve e transeunte «parentesi» della vita politica italiana, priva di ogni nesso di continuità con la storia dell’Italia liberale, formulata a più riprese da Benedetto Croce dopo il 25 luglio 1943. Senza considerare che la formula, adottata dal filosofo, «falsissima in sede storiografica» avrebbe detto Eugenio Garin, andava intesa alla stregua di uno slogan strumentale (un vero e proprio «uso politico della storia»), adatto al tempo e all’ora, ma proprio per questo incapace di fornire un contributo alla definizione storiografica del fascismo come evento storico.

L’assimilazione del fascismo all’«invasione degli Hyksos con la sola felice differenza che la barbarie di questi durò in Egitto oltre duecento anni, e la goffa truculenza fascista si è esaurita in poco più di un ventennio», si scontrava, infatti, con la cruda evidenza, dolorosamente constatata da Croce per diretta, sofferta esperienza, che quel regime fu immediatamente accolto da un consenso vasto, duraturo e pressoché incontrastato a cui solo il netto profilarsi della catastrofe militare pose fine nella seconda metà del 1942. (more…)


Germany First? Il mondo anglosassone e la Germania dalla spartizione tedesca alla riunificazione

di Paolo Soave

La Special Relationship anglo-americana rappresenta una delle certezze della storia, asse infrangibile forgiato, secondo l’intuizione di Weber, dalla comune radice culturale e spirituale. Fondamentalmente gli abitanti dell’isola britannica e quelli del Nord America, beati loro, sono accomunati dalla granitica certezza di non aver bisogno di altri, e su tale convincimento hanno edificato un legame che è perfino riduttivo definire alleanza, al punto da essersi riplasmato attraverso non pochi momenti di difficoltà e divergenze. Thomas Payne, alla fine del XVIII secolo si chiese come potesse un’isola pensare di controllare un continente. Il quesito, alla base della rivoluzione americana, non teneva conto della capacità di creare un Impero che era arrivato a controllare, come ha brillantemente ricordato Niall Ferguson, un quarto delle terre, delle risorse e della popolazione mondiali; né Payne poteva immaginare che nel tempo anche gli americani avrebbero finito per sostenere una simile “imperiale” pretesa. Luca Ratti, storico, docente di Storia delle Relazioni Internazionali presso l’Università Roma Tre, studioso della dimensione strategica dei rapporti atlantici e della politica estera britannica, utilizza la questione tedesca quale prisma per un’analisi comparativa nel volume, A Not-So-Special Relationship: The US, the UK and German Unification, 1945-1990, edito dalla Edinburgh University Press. (more…)


Presentazione di: “Benedetto Croce. Gli anni del fascismo” di Eugenio Di Rienzo

Lo scorso 10 febbraio Stroncature ha ospitato la presentazione del nuovo libro di Eugenio Di Rienzo, Benedetto Croce. Gli anni del Fascismo (Rubbettino, 2020).

Proponiamo il video dell’incontro, moderato da Armando Pepe, con la partecipazione di Corrado Ocone, Gerardo Pellegrino Nicolosi e dell’autore del volume Eugenio Di Rienzo. (more…)


La storia prigioniera. Contro la Sacrilega Inquisizione del politicamente corretto

di Eugenio Di Rienzo

Nel 2006, il grande storico Pierre Nora rilasciò un’intervista dove affermava perentoriamente:

Memoria e storia non sono affatto sinonimi, tutto le oppone. La memoria è sempre in evoluzione, soggetta a tutte le utilizzazioni e manipolazioni; la storia è la ricostruzione, sempre problematica e incompleta, di ciò che non c’è più. Carica di sentimenti e di magia, la memoria si nutre di ricordi sfumati; la storia, in quanto operazione intellettuale e laicizzante, richiede analisi e discorso critico. La memoria colloca il ricordo nell’ambito del sacro, la storia lo stana e lo rende prosaico. Al contrario, oggi, quando l’anniversario della battaglia di Austerlitz trascorre in un imbarazzato silenzio ufficiale, la memoria invade continuamente il campo della politica, e della storia e gli storici sono sottoposti alla dispotismo della memoria, lo stesso che imperversava nei Paesi del blocco comunista prima della caduta dell’Urss, che domina il mondo contemporaneo, tanto da provocare, in Francia, l’approvazione continua di norme che ormai costituiscono un gigantesco e opprimente apparato legislativo. Il lavoro dello storico è così imbrigliato dalle leggi sulla memoria. Eppure non spetta, certo, al giudice o al legislatore, né tantomeno al politico emanare direttive su come si scrive la storia e perseguire penalmente chi a queste direttive è parso aver disobbedito.

Questa orgogliosa presa d’armi, diretta soprattutto contro lo Stato francese che ormai da un trentennio ha inteso disciplinare l’analisi del passato attraverso le cosiddette «leggi della memoria», arrogando a sé stesso e al potere giudiziario la capacità di decidere quale sia, in ultima istanza, la «verità storica», ebbe come esito penale la pubblicazione del saggio del 2007, Liberté pour l’histoire, opera di Nora e di Françoise Chandernagor, che appare finalmente, presso le Edizioni Medusa, in versione italiana, con il titolo, Libertà per la storia. Inquisizioni postmoderne e altre aberrazioni, nella traduzione di Vicenzo Fidomanzo arricchito da una pungente e stimolante introduzione di Franco Cardini e da una documentatissima nota dello stesso Fidomanzo. (more…)