Illustrazione tratta da opera di Giacomo Balla

Archive for the ‘Galleria’ Category

Per favore non chiamiamoli solo “briganti”. Risorgimento e “guerra contadina” meridionale

di Lorenzo Terzi

Il 26 aprile del 1876 lo storico napoletano Pasquale Villari, deputato eletto nel collegio di Guastalla, intervenne nel Parlamento del neonato Regno d’Italia in occasione della discussione del progetto di legge “per un’inchiesta agraria e le condizioni della classe agricola in Italia”. L’autore delle Lettere meridionali affrontò il tema della “questione sociale” che, fino a qualche anno prima, era ritenuto un tabù dalla classe dirigente dello stato unitario. Nelle parole di Villari, le rivendicazioni dei contadini non erano più considerate solo manifestazioni di ribellismo criminale. Undici anni dopo la fine delle grandi rivolte in Basilicata, Puglia e Campania, per la prima volta si dava una chiara definizione di cosa fosse stato realmente il brigantaggio, cosa ci fosse dietro e quale consenso avevano potuto raccogliere i sanguinari briganti fra gli agricoltori poveri e i pastori del Sud: “Anche i più onesti del basso popolo” dichiarò Villari “hanno lo spirito contrario al signore, e talmente contrario, che non vedono nel bandito altro che la personificazione gloriosa e legittima della resistenza armata verso chi li tiranneggia”. (continua…)


Storie d’Europa. Sulla Senna la guerra tra Russi “bianchi” e “rossi” continua

di Marco Valle

Cent’anni dopo la rivoluzione bolscevica, ventisei anni dopo la caduta del comunismo sovietico vi è ancora un piccolo frammento di Russia zarista che fieramente conserva tradizioni e, spesso, diffidenze. Che non dimentica.

È la galassia dei “Russi bianchi”, i discendenti del milione e mezzo di esuli fuggiti dal “paradiso comunista” tra il 1917 e il 1922. 400mila di loro si stabilirono in Francia formando una folta comunità di rifugiati politici, di sopravvissuti. (continua…)


Quando il passato non passa. Le cause (non) perse della storia

di Eugenio Di Rienzo

Complici le prescrizioni di un’analisi del passato «mainstream» che si arroga la presunzione di collocarsi sempre dalla parte giusta del tavolo (o piuttosto da quella del vincitore) e un’interpretazione massimalista e fideista dello storicismo, molti, anche tra gli storici professionisti, sono convinti che movimenti ideologici e sistemi geopolitici, una volta sbaragliati dalla forza degli eventi, siano destinati a gravitare nell’orbita morta della storia senza avere più nessun contatto con il presente. Molti esempi, lontani e più vicini a noi, ci convincono invece che questa interpretazione non deve essere accettata come moneta sonante. (continua…)


L’Italia e il primo conflitto «globale», 1914-1918

di Paolo Soave

Una riflessione storiografica diversa sulla Grande Guerra nel numero monografico di «Nuova Rivista Storica»

Nel dedicare alla grande guerra il numero monografico recentemente pubblicato, «Nuova Rivista Storica» intende anche celebrare il proprio centenario di prestigiosa attività scientifico-culturale, che ha accompagnato un secolo di dibattito storiografico. E’ anche il modo migliore per rinnovare lo spirito che fu del fondatore della Rivista, Corrado Barbagallo, il quale, come ricorda la citazione che il volume opportunamente reca in apertura, fu mosso assieme ad altri studiosi dagli angosciosi quesiti sollevati dalla furiosa mischia di popoli scatenatasi nel 1914. (continua…)


Biblioteca della Nuova Rivista Storica: Quaderni 50 e 51

La collana della Biblioteca della Nuova Rivista Storica, il cui primo volume fu pubblicato nel 1919, si arricchisce di due nuovi titoli: i quaderni 50 (LUCA RICCARDI, La «grandezza» di una Media Potenza. Personaggi e problemi della politica estera italiana del Novecento) e 51 (FRANCESCO CACCAMO, La Cecoslovacchia al tempo del socialismo reale. Regime, dissenso, esilio), che sono da oggi entrambi disponibili sul sito della Società Editrice Dante Alighieri. (continua…)


L’analfabetismo storiografico che non risparmia la politica. Intervista con il direttore di «Nuova Rivista Storica»

di Dino Messina

Gli strafalcioni sulle vicende patrie sono bipartisan. Il direttore della «Nuova Rivista Storica», Eugenio Di Rienzo, spiega le difficoltà di far sopravvivere l’interesse per la disciplina in un’epoca «totalmente immersa nel presente, incapace di pensare il passato e di progettare il futuro»

«Silvio Berlusconi che si diceva felice di poter incontrare il padre dei Fratelli Cervi è una delle immagini più esilaranti e allo stesso tempo deprimenti per gli storici. Ma il vecchio leader di Forza Italia oggi incontra una buona concorrenza nella sindaca di Torino Chiara Appendino che postdata di un secolo l’assedio di Torino e l’atto eroico di Pietro Micca, o nella ministra Valeria Fedeli che confonde Vittorio Amedeo di Savoia con Vittorio Emanuele II, o infine una famosa conduttrice televista secondo la quale gli inglesi andarono all’assedio di San Pietroburgo. Cosa che nemmeno immaginarono di fare». (continua…)


Europa e Medio Oriente. I conti in sospeso

di Giuseppe  Spagnulo

Il recente volume Europa e Medio Oriente (1973-1993) edito dalla Cacucci Editrice, offre al lettore, che sia uno studioso o semplicemente un interessato alle vicende della politica internazionale, un’articolata e ben qualificata disamina del complicato rapporto che si delinea nel ventennio considerato tra paesi europei e mediorientali, nelle loro molteplici interazioni bilaterali ma anche quali membri di organizzazioni regionali a carattere sovranazionale: ad esempio la CEE, la Lega Araba e l’OPEC. Curato da un gruppo di ricercatori dell’Ateneo barese con la supervisione di Luciano Monzali (Gianvito Galasso, Federico Imperato, Rosario Milano), il volume include 25 saggi scritti da ricercatori italiani e stranieri, opportunamente organizzati in tre sezioni geografico-politiche: Europa occidentale, Europa comunista e neutrale, Medio Oriente. (continua…)


Gli ultimi ostaggi di Hitler. Come l’Europa divenne un continente a «stelle e strisce»

di Eugenio Di Rienzo

Il 14 aprile 1945, poco prima della resa delle forze nazifasciste in Italia, nella residenza di Mussolini, a Villa Feltrinelli, presso Gargnano, si svolse una riunione tra i rappresentanti tedeschi e i massimi dirigenti dell’ultimo fascismo. Fu in questa occasione che il Segretario del Partito Fascista Repubblicano, Alessandro Pavolini parlò del «Ridotto Alpino Repubblicano», oggi più noto come ridotto della Valtellina: il luogo dove si sarebbe dovuto organizzare la difesa finale della Repubblica di Salò e celebrare il rito della «bella morte» dei fedelissimi del Duce. L’esposizione di Pavolini fu accolta con ironico disinteresse dai tedeschi, consapevoli della velleità di quel piano di resistenza, se paragonato con quello da tempo messo a punto dal comando supremo delle Waffen-SS. (continua…)


Nord e Sud, il divario incolmabile. Un saggio di Guido Pescosolido

di Eugenio Di Rienzo

Con il saggio, La questione meridionale in breve. Centocinquant’anni di storia, edito da Donzelli, Guido Pescosolido traccia un profilo di quella “questione meridionale” che da oltre 150 anni impegna opinione pubblica, governi e partiti di ogni stagione e colore politico, senza che se ne sia raggiunta una soluzione definitiva. Per questione meridionale, ricorda preliminarmente l’autore, “si indica generalmente quell’insieme di problemi posti dall’esistenza all’interno dello Stato italiano di una vasta area corrispondente grosso modo alle regioni dell’ex Regno delle Due Sicilie, la quale ha presentato sin dalla nascita dello Stato unitario e presenta tutt’ora rispetto al Centro-nord un più debole sviluppo economico, uno svolgimento meno avanzato dell’insieme delle relazioni sociali, un più basso livello di importanti aspetti della vita civile”. La sua origine risale all’atto stesso della nascita dello Stato unitario, insieme alla “questione romana”, quella “veneta”, quella dell’arretratezza industriale dell’Italia nel suo complesso rispetto all’Europa. Con la sola differenza rispetto a queste ultime che quella meridionale, ad oggi, resta l’unica a non essere stata risolta. (continua…)


Italia, la grandezza di una media potenza

di Eugenio Di Rienzo

«Potrà mai l’Italia uscire dal suo status di Media Potenza, o di “Grande Potenza a solo titolo di cortesia” che le altre Nazioni ci riconobbero con un sorriso di sufficienza, prima della Grande Guerra?». La domanda fu sullo sfondo della politica estera del nostro Paese sin dalla sua nascita. Questa è la lettura offerta dal volume di Luca Riccardi, La «grandezza» di una Media Potenza. Personaggi e problemi della politica estera italiana del Novecento, Società Editrice Dante Alighieri – Biblioteca della Nuova Rivista Storica, 2017. (continua…)