Illustrazione tratta da opera di Giacomo Balla

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Tra liberalismo e fascismo. Il nazionalismo particolare di Gioacchino Volpe

La pubblicazione de Il popolo italiano nel primo anno della Grande Guerra, curata da Eugenio Di Rienzo e Fabrizio Rudi, consente di approfondire un aspetto importante del pensiero politico del grande storico. Soprattutto, chiarisce il percorso che portò Volpe ad abbracciare il movimento mussoliniano


di Lorenzo Terzi

Il 6 giugno 1943 lo storico Gioacchino Volpe scrisse una lettera piccata a Giovanni Gentile per smentire le voci sulla sua scarsa produttività scientifica messe in circolazione da un gruppo di docenti della Facoltà di lettere e filosofia de La Sapienza di Roma, contrari al suo trasferimento dalla  quella di Scienze politiche, dove egli aveva insegnato Storia della politica moderna fin dal 1925. Nella lettera Volpe ricordava, fra l’altro, di aver pubblicato nel 1940 il primo volume «di una storia civile, interna del popolo italiano durante la guerra [Il popolo italiano fra la pace e la guerra]», cui sarebbe di lì a poco seguito il secondo volume, Il popolo italiano nella Grande Guerra, 1914-1918. (more…)


La Grande Guerra italiana narrata da Gioacchino Volpe

di Marco Valle

Soffiano alle nostre porte gelidi venti di guerra e, una volta di più, la classe politica nostrana si rannicchia aspettando e sperando che la bufera passi in fretta. Intanto, al di fuori dei palazzi del potere, le contrapposte tifoserie si accendono, esasperando e volgarizzando ogni dibattito, ogni confronto, ogni ragionamento. Il nostro peso sugli eventi mondiali è nullo ma quasi nessuno sembra preoccuparsene. È il destino di un Paese a sovranità limitata che ha scelto un’eterna vacanza della Storia. Amen.

Eppure vi fu un tempo in cui le élites misuravano con pragmatismo gli scenari globali e valutavano con ponderazione e realismo quali e dove fossero gli interessi nazionali. Fu il caso, come ci ricorda Gioacchino Volpe ne Il popolo italiano nel primo anno della Grande Guerra (Piccola Biblioteca della Nuova Rivista Storica, pp. 303, € 10,00) dell’intervento del 1915. (more…)


La Puglia come cardine strategico della politica balcanica italiana durante la Grande Guerra

di Luciano Monzali

Federico Imperato, studioso e docente pugliese, è emerso come uno dei più interessanti e solidi esponenti della nuova generazione di storici delle relazioni internazionali italiani grazie ai suoi studi sulla politica estera dell’Italia repubblicana negli anni Sessanta e Settanta del Novecento e sul ruolo di Aldo Moro in essa. Come autore di monografie come Aldo Moro e la pace nella sicurezza: la politica estera del Centro-sinistra, 1963-1968 (Bari, Progedit, 2011) e Aldo Moro, l’Italia e la diplomazia multilaterale : momenti e problemi (Nardò, Besa, 2013) e come uno degli ispiratori e curatori di volumi collettanei quali Aldo Moro, l’Italia repubblicana e i popoli del Mediterraneo (insieme a Luciano Monzali e Italo Garzia, Nardò, Besa, 2013), Europa e Medio Oriente (1973-1993) (insieme a Gianvito Galasso, Rosario Milano e Luciano Monzali, Bari, Cacucci, 2017) e Fra diplomazia e petrolio: Aldo Moro e la politica italiana in Medio Oriente (1963-1978) (insieme a Rosario Milano e Luciano Monzali, Bari, Cacucci, 2018), Imperato ha fornito un contributo importante e innovativo alla conoscenza documentata e seria, lontano da tanta propaganda negativa e pubblicistica e storiografia semplicistica, di quell’importante fase della storia e del ruolo dell’Italia nell’età della distensione, mettendone in rilievo l’originalità e il realismo. (more…)


Tra Chiesa e Nazione, tra nemici e alleati (non amici). Gioacchino Volpe, l’Italia e la Grande Guerra

di Luca Riccardi

Un eventuale bilancio complessivo della storiografia di Gioacchino Volpe rivelerebbe senz’altro quanto la prima guerra mondiale sia stata un aspetto cardine della sua interpretazione della Storia d’Italia. All’interesse scientifico, infatti, lo storico abruzzese affiancava anche una partecipazione di ordine esistenziale che era all’origine del suo interesse di studioso. L’intreccio tra vissuto, politico e studi è caratteristico nel lavoro storiografico del Volpe, soprattutto di quello dalla fine degli anni Venti all’inizio degli anni Quaranta, quando egli dette vita a una riflessione critica sulla sua esperienza e, soprattutto, sul difficile futuro dell’Italia. E, come spesso fanno gli storici impegnati in politica, nei momenti di difficoltà, Volpe scrutava il passato per trarne indicazioni per il futuro. (more…)


Uno storico nazional-liberale. Gioacchino Volpe, l’Italia e la Grande Guerra

di Francesco Carlesi

Il primo conflitto mondiale rappresentò un tornante storico per il nostro Paese, aprendo il campo ad incredibili drammi, entusiasmi e lacerazioni. Il mondo intellettuale colorò quegli anni con dibattiti ed elaborazioni politico-culturali di alto profilo. Tra i tanti, si distinse Gioacchino Volpe, il cui manoscritto inedito, Il popolo italiano nel primo anno della Grande Guerra, a cura di Eugenio Di Rienzo e Fabrizio Rudi, “Minima storiografica. Piccola Biblioteca della Nuova Rivista Storica” – Società Editrice Dante Alighieri (pp. 303, € 10,00) vede oggi la luce, con una lunga introduzione dello stesso Di Rienzo (quasi un libro a parte), facendo riemergere parole e analisi di uno dei più grandi storici del Novecento. (more…)


Luigi Einaudi: il Presidente contadino

di Paolo Bernardini

Ora che stanno vedendo la luce i primi volumi dell’Edizione Nazionale degli scritti di Luigi Einaudi, si tornerà finalmente a parlare, e riflettere, su questa gigantesca figura della prima metà del Novecento italiano, europeo, ed internazionale. Una pagina eccelsa, ma talora troppo in fretta dimenticata, affidata ad un intenso discorso meramente accademico (ma latitante nel discorso pubblico e mediatico), nella storia delle dottrine economiche – quando gli economisti classici italiani facevano ancora scuola, quanto gli inglesi, i tedeschi, e prima degli americani, in tutto il mondo – , e quando dalla meravigliosa provincia piemontese (apparentemente ai margini del mondo) poteva nascere un intellettuale in grado di costruire un coerente sistema morale e politico gigantesco. A partire dalla dottrina economica, ancora non del tutto assorbita dalla finzione matematica e da modelli astratti, ma ancorata alla realtà storica e naturale di un paese, e dell’Europa tutta. (more…)


L’idea di Nazione ai tempi della Grande Guerra

Gioacchino Volpe e la “difesa attiva” dell’italianità con l’intervento nel conflitto

di Luigi Morrone

La collana “Minima Storiografica” di “Nuova Rivista Storica”, edita dalla Società Editrice Dante Alighieri, pubblica un’interessantissima opera di Gioacchino Volpe, curata dal direttore del periodico Eugenio Di Rienzo e da Fabrizio Rudi. Volpe aveva concepito un grande affresco sulla storia d’Italia a cavallo della Grande Guerra, di cui aveva pubblicato nel 1940 il primo volume, “Il popolo italiano fra la pace e la guerra”, ma le vicende belliche e il successivo buen retiro a Sant’Arcangelo di Romagna, gli impedirono di portarlo a termine. In forma dattiloscritta, era rimasto solo un abbozzo dell’opera concepita da Volpe: Il popolo italiano nel primo anno della Grande Guerra”, limitato al periodo 23 maggio 1915 – 17 agosto 1916. Ora, i curatori, con la collaborazione della famiglia dell’illustre storico, recuperano questo lavoro fondamentale per la comprensione della genesi dell’intervento italiano in guerra e della sua conduzione iniziale.

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Gioacchino Volpe storico nazional-popolare dell’Italia in guerra

di Emilio Gin

La storiografia di Gioacchino Volpe, contrariamente ad un’ancora corrente vulgata, è saldamente radicata sul primato della sfera sociale su quella politica e dunque della politica interna su quella estera. Da una letteratura superficiale della sua opera potrebbe parere adeguato servirsi, per definirla, delle stesse parole che Ernesto Ragionieri utilizzava per descrivere la Storia dei popoli di lingua inglese di Winston Churchill, riducendola giustamente a un «tracciato tutto fondato sulla convinzione che frontiere, razze, patriottismo e guerre costituiscano le verità ultime e fondamentali della storia del genere umano». Impostazione, questa, che faceva fondamentalmente dell’analista del passato «uno storico dell’attività politica e dello Stato come espressione di forza e di potenza». (more…)


Gli Italiani che fecero l’impresa. La Grande Guerra in un manoscritto inedito di Gioacchino Volpe

di Marcello Rinaldi

A completare la trilogia dedicata da Gioacchino Volpe alla Grande Guerra (Il popolo italiano fra la pace e la guerra; Il popolo italiano nella Grande Guerra, Da Caporetto a Vittorio Veneto) mancava il manoscritto inedito, Il popolo italiano nel primo anno della Grande Guerra, ora pubblicato per la cura di Eugenio Di Rienzo e Fabrizio Rudi, nella collana “Biblioteca della Nuova Rivista Storica”,  edita dalla Società editrice Dante Alighieri, dove ritroviamo tutte le caratteristiche del Volpe storico del primo conflitto mondiale. In questo corposo saggio, il fuoco dell’indagine ancora più che sugli aspetti militari e diplomatici della grande contesa, che pure sono analizzati in profondità, si concentra, infatti, sulla «storia civile, interna del popolo italiano durante la guerra», analizzata, a volte spietatamente, nelle sue tante debolezze (politiche, sociali, economiche, ideali) ma anche nell’indomito vigore e nella secolare capacità del nostro popolo di sopportare prove terribili e di lunga durata e, infine, di prevalere su di esse, se ben motivata e ben guidata da élites capaci e provviste di indiscusse autorità morale come quelle uscite dal ceto politico liberale. (more…)


Gioacchino Volpe e il popolo italiano nel primo anno della Grande Guerra

di Luciano Monzali

Nel 1978, Rosario Romeo, il grande biografo di Cavour, recensendo il libro di Ignazio Cervelli, Gioacchino Volpe, in un articolo apparso su “Il Giornale”, il 2 aprile 1978, contestò ogni tentativo di confondere e identificare la storiografia volpiana con l’ideologia fascista e giudicò Gioacchino Volpe “uno dei maggiori e forse il maggiore storico italiano di questo secolo”. A parere di Romeo, Volpe, di là del suo consenso al regime, era e rimaneva un grande storico “per la profondità delle sue analisi e la forza delle sue rievocazioni, per la sua capacità di farsi uomo nuovo e antico a un tempo”.

Sono passati vari decenni e ci sembra di poter dire che Romeo avesse ragione: Gioacchino Volpe è stato il più grande storico italiano del Novecento. (more…)