Illustrazione tratta da opera di Giacomo Balla

Archive for the ‘Galleria’ Category

Così gli agenti britannici infiltrarono la Resistenza

Già dal ’43 a Londra si pianificava il futuro dell’Italia Il “Soe” aveva idee chiare sui partigiani e sui politici


di Roberto Festorazzi

Dopo l’armistizio, e la frattura politica che spezzò in due l’Italia – al Sud, un governo monarchico, cobelligerante con gli Alleati; al Nord, un restaurato regime fascista, in forma repubblicana e presieduto da Mussolini, rimesso in sella dagli alleati germanici per ferma volontà di Hitler – agli inglesi toccò decidere che posizione assumere nei confronti della Resistenza che cominciò ad agire nell’Italia cosiddetta occupata. (continua…)


Come viveva lo young jet set del secolo dei Lumi

di Eugenio Di Rienzo

Generazioni di studiosi e lettori si sono chieste fino a che punto la figura del “giovin signore” proposta da Giuseppe Parini nel poemetto Il Giorno corrispondesse alla realtà del ceto nobiliare italiano nella seconda metà del Settecento e quanto invece essa fosse stata influenzata dal genio poetico e dagli intenti polemici dell’illuminista lombardo. Fin dal suo apparire sulla scena editoriale e culturale della Penisola, il ritratto del rampollo vanesio e fatuo, imbelle ed effeminato delineato da Parini ha suscitato consensi e critiche, ha incoraggiato imitazioni garbate e riprese esasperate, accompagnando il tramonto della società di antico regime e incidendo variamente, in seguito, sulle sue interpretazioni storiografiche. (continua…)


Roma miope su Lutero. Il Papa trascurò la questione tedesca, la Curia sbagliò i giudizi sulla Riforma

di Paolo Mieli

Quando nel 1517 si trovò a dover gestire il «caso Lutero», il fiorentino Giovanni de’ Medici, figlio di Lorenzo il Magnifico, aveva quarantadue anni, quattro dei quali già vissuti da Papa, con il nome di Leone X. Era stato avviato alla carriera religiosa quando di anni ne aveva sette, nominato cardinale — dopo un complesso negoziato tra suo padre e Innocenzo VIII — a tredici e, appena divenuto Papa (nel 1513), aveva affidato l’archidiocesi fiorentina al cugino Giulio de’ Medici. Il quale Giulio era figlio di Giuliano, fratello di Lorenzo il Magnifico, morto per un colpo di pugnale al culmine della Congiura dei Pazzi (1478). Poco dopo avergli «donato» l’archidiocesi, Giovanni nominò Giulio cardinale e, successivamente, lo volle al proprio fianco come vicecancelliere, cioè nelle vesti di consigliere politico. (continua…)


2 luglio 1940. I morti senza colpa dell’Arandora Star

di Eugenio Di Rienzo

Pianure del Devon, del Somerset, del Kent. Campagne ordinate, borghi tranquilli. Qui la «dura, carne terribile della vecchia Inghilterra» ha trovato da sempre il suo riposo, dopo tante guerre combattute, in casa d’altri, nei lontani domini coloniali e nella più vicina Europa. Nell’estate del 1940, questo paesaggio idilliaco mutava bruscamente. Il filo spinato recintava il limitare dei campi da golf, dove si addestrava una molto improvvisata milizia territoriale, composta di anziani e riformati alla leva. I segnali stradali venivano rimossi o riorientati in modo da confondere gli spostamenti dell’invasore. (continua…)


Bari, 2 dicembre 1943. Quella nave americana carica di iprite colpita dai Tedeschi

di Emilio Gin

Nel tardo pomeriggio del 2 dicembre 1943, oltre cento bombardieri Ju-88 della Luftwaffe decollano da diversi aeroporti dell’Italia settentrionale e della costa adriatica e puntano verso il porto di Bari da alcuni mesi nelle mani degli Angloamericani. Volano bassi per evitare di essere intercettati mentre, nell’imminenza dell’attacco, altri aerei tedeschi rilasciano nell’aria migliaia di striscioline di metallo per confondere i radar nemici. Il porto è illuminato a giorno, per l’eccessiva sicurezza e la fretta degli Alleati di accelerare le operazioni di scarico anche durante le ore notturne per garantire un flusso costante di rifornimenti all’8° armata di Montgomery bloccata sulla Linea Gustav. Per di più, un ultimo convoglio navale carico di materiali è appena giunto nelle acque del porto creando un pericoloso congestionamento. La sorpresa è completa. Le prime bombe cadono in mare e sulla città, ma le successive iniziano a centrare le navi con precisione mortale. (continua…)


Il racconto del colonialismo italiano

di Paolo Soave

Luciano Monzali torna a effettuare un periplo tra passato e presente in un nuovo volume: Il colonialismo nella politica estera italiana 1878-1949. Momenti e protagonisti (Roma, Società Editrice Dante Alighieri, 2017). Allievo di Pietro Pastorelli e prosecutore della scuola di Mario Toscano, l’Autore rivendica nell’introduzione la perdurante validità di un metodo storiografico, quello basato sulle ricerche d’archivio, la cui messa in discussione ha certo contribuito al generale declino della storia come sapere pubblico e al conseguente diffuso impoverimento culturale. Quello che Luciano Monzali propone attraverso l’ormai centenaria collana della Nuova Rivista Storica è uno studio ampio e rigoroso del colonialismo italiano come esperienza politico-diplomatica di lungo periodo, indissolubilmente legata alla storia del paese. (continua…)


Giuseppe Galasso

di Antonio Gnoli

Tra gli storici che ho avuto la fortuna di conoscere Giuseppe Galasso è dotato di una bonomia rara che sembra sfiorare una forma di felice rassegnazione. Ricordo il piglio militaresco di Rosario Romeo, la dilatazione delle parole, fin dentro la noia, di Renzo De Felice, le acrobazie mentali con cui Luciano Canfora passa dall’antico al contemporaneo, o quelle più sommesse di Paolo Spriano che tentò in tutti i modi di spingere il Pci oltre le colonne d’Ercole del sovietismo. Ma non ricordo nessun gesto, in questi grandi studiosi, di rasserenamento, nessun legame quieto tra l’oggetto del loro studio e le parole che lo accompagnavano. Come se ogni volta fosse il conflitto, e la durezza delle passioni a regolarne l’andamento. Galasso non si sottrae all’ovvia constatazione che la storia sia il frutto di processi complessi, spesso violenti, ma non per questo dimentica di sorridere, di guardare oltre la finestra dello studio, dove c’è un mondo di colori e forme al quale affacciarsi anche con il gusto di lasciarsi sorprendere. (continua…)


Paolo Prodi considerava l’Islam un’eresia cristiana

di Antonio Carioti

Un messaggio colmo di preoccupazione per l’equilibrio spirituale e il futuro del mondo in cui viviamo quello che lo storico Paolo Prodi, scomparso il 16 dicembre scorso, aveva affidato al suo ultimo intervento pubblico, pronunciato a Trento durante un convegno dell’Istituto storico italo-germanico organizzato per il cinquecentesimo anniversario della Riforma protestante. Quella relazione, in una forma rielaborata dall’autore, compare sul nuovo numero del «Mulino»: la rivista diretta da Michele Salvati che è espressione dell’omonima associazione culturale, di cui Prodi era uno dei membri più autorevoli. Lo scritto di Paolo Prodi parte dagli eventi di cinque secoli fa. La sfida di Martin Lutero, a suo avviso, innescò un processo di «confessionalizzazione» che vide il passaggio da un unico credo cristiano condiviso a «professioni di fede diverse fra di loro nelle varie regioni d’Europa». (continua…)


Il Pentimento di Londra sui Borbone

di Lino Patruno

Ma perché continua la guerra civile fra Nord e Sud d’Italia? Perché negli stadi continuano i cori per invitare il Vesuvio a lavare col fuoco i puzzolenti napoletani? Un Paese che è riuscito (più o meno) a trovare un punto di discussione sul fascismo, la Resistenza, gli “anni di piombo”, Coppi e Bartali. Ma che 156 anni dopo non riesce a parlarsi sull’atto di nascita della sua unità, anzi disunità. Soprattutto non riesce a riconoscere l’onore delle armi ai caduti meridionali di quella che fu, papale papale, una invasione e una conquista militare. Onore delle armi attribuito addirittura ai soldati di Salò, come in America lo hanno riconosciuto ai pellerossa e non solo per Sand Creek e il generale Custer. (continua…)


Bollettino bibliografico: Anno 2016 – Volume C – Fascicoli I-III

Le schede del presente Bollettino sono state curate dai membri dalla Redazione con il contributo di alcuni collaboratori esterni. Gli autori delle schede sono: Marco Albertoni, Fabiana Ambrosi, Carolina Antonucci, Roberto Bellosta, Giampietro Berti, Stefano Colavecchia, Elisa D’Annibale, Veronica De Sanctis, Luigi Di Fiore, Vincenzo Di Mino, Beatrice Donati, Giuseppe Ferraro, Giuseppe Galasso, Alessandro Guerra, Aurelio Musi, Michele Sangaletti, Claudia Tripodi, Michaela Valente. Le schede non siglate sono da intendere come lavoro collettivo di redazione. (continua…)