Illustrazione tratta da opera di Giacomo Balla

Archive for the ‘Galleria’ Category

Così Galeazzo Ciano partorì l’idea di un Minculpop

di Dino Messina

Dopo un incontro nel maggio 1933 con Goebbels, da poco ministro della Propaganda del Reich, il genero del Duce elaborò il modello di un ufficio stampa più aggressivo e funzionale alle esigenze del processo totalitario. I suoi appunti, pubblicati ora dalla Nuova Rivista Storica, gettano nuova luce sulla sintonia con Mussolini. (continua…)


La piaga delle locuste, una storia italiana

di Salvatore Bottari

La piaga delle locuste: ambiente e società nel Mediterraneo d’età moderna (Giapeto Editore, Napoli, 2017), di Elina Gugliuzzo e Giuseppe Restifo è un libro non frequente nella storiografia italiana.  Non lo è perché l’ampliamento tematico e metodologico prodotto dalla Nouvelle histoire delle Annales ha solo marginalmente incentivato le ricerche storiche sull’ambiente in Italia. Non lo è, inoltre, perché lo spettro di competenze necessarie per simili ricerche (la meteorologia storica, l’etologia, la storia della mentalità, ecc.) difficilmente sono possedute da un unico soggetto capace di ridurle a sintesi. In tal senso, il meritorio lavoro di Gugliuzzo e Restifo procede lungo un sentiero poco battuto e, proprio per questo, assai stimolante. Più precisamente, l’oggetto dell’indagine dei due autori è costituito dall’impatto che l’invasione delle locuste ebbe sulle comunità umane dell’area mediterranea – con particolare riferimento alla penisola italiana, alla Sicilia e alla Sardegna – nell’arco di mezzo millennio (dal XIV al XIX secolo). (continua…)


«L’identità dello spazio post-sovietico. Il caso del Donbass»

di Fabrizio Rudi

Il saggio di Vezzosi (“Rivista di Studi Politici – S. Pio V”, 4/2016 – Anno XXVIII, pp. 86-102) ha il merito di tematizzare, in maniera chiara e schietta, una serie di aspetti del progetto Euro Maidan spesso trascurati tanto dalla comune “narrativa” giornalistica quanto dalla stampa specializzata. I fatti dell’inverno 2013-2014 avevano certamente cause profonde di natura economica e geopolitica, ma si sostanziarono in un vero e proprio «conflitto su base etnica», volto a spazzare via dal tessuto infrastrutturale ucraino ogni lascito della propria eredità socialista e recidere con violenza ogni suo vincolo residuo con Mosca. (continua…)


I nuovi dottorati, il documento delle società storiche, l’ANVUR e la devastazione dell’Università pubblica

di Giovanni Cerchia

Il documento recentemente concepito e fatto circolare dalle società scientifiche del settore storico SISMED, SISEM, SISSCO, SIS, SISI, CUSGR (https://www.roars.it/online/accreditamento-dottorati-graziosi-scaricato-dalla-sissco-e-dal-coordinamento-delle-societa-degli-storici/) mi è sembrato quanto mai opportuno e tempestivo. L’ennesimo intervento ministeriale sui dottorati di ricerca, infatti, accentua una preoccupante tendenza in atto da tempo nel mondo accademico, anche per le complici disattenzioni e le sottovalutazioni di tanti noi. (continua…)


Internati militari in Germania. Le scomode verità emerse dagli archivi svelate dallo storico Paolo Simoncelli

di Paolo Simoncelli

“Italiani e Italiane residenti in Germania, ha termine un anno che fu per ognuno di voi, sia pure in modi diversi, di grandi sofferenze materiali e soprattutto morali; le une e le altre dipendenti dalla miserabile capitolazione del settembre [’43] e dal tradimento compiuto dalla monarchia contro l’Alleato [tedesco]”. E’ l’inizio del messaggio radiofonico pronunciato da Mussolini, nel Natale del ’44. Il testo originale è conservato presso l’Archivio storico del Ministero degli Esteri. L’invito del duce a collaborare allo “sforzo tedesco, teso alla vittoria comune” era seguito da un richiamo particolare: “Non voglio in questo momento ricordare ciò che il Governo della Repubblica Sociale Italiana ha fatto per migliorare progressivamente le vostre condizioni di vita e togliervi dall’internamento militare che vi umiliava soprattutto nella vostra qualità di ex-combattenti. Tale opera – prometteva Mussolini – sarà intensificata…”. A suggerire l’intervento radiofonico al duce era stato uno dei più noti cappellani militari, tornato in Italia a fine ottobre ’44, dopo aver visitato vari Lager confortandone gli internati: il francescano fra Ginepro da Pompeiana, allora nelle fila repubblicane, autore nel dopoguerra di interessanti memorie, fuori circuito editoriale, su quegli anni drammatici. (continua…)


L’ambiguità di Balfour. Nel 1917 Londra avallò i disegni sionisti anche in base a pregiudizi antisemiti

di Paolo Mieli

Singolare accoppiata di ricorrenze per la storia di Israele. Quest’anno non cadono solo i cinquant’anni dalla guerra dei Sei giorni (giugno 1967), ma anche i cento dalla Dichiarazione Balfour (novembre 1917). In più saranno anche centonovanta anni dal primo viaggio in Palestina di Moses Montefiore (1827) che avrebbe poi fondato un importante quartiere ebraico a Gerusalemme; centoventi anni dal congresso di Basilea (29-31 agosto 1897) che segnò la nascita del sionismo politico di Theodor Herzl e i settanta dalla risoluzione 181 delle Nazioni Unite (1947) che rese possibile la fondazione di uno Stato ebraico in Palestina.

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Così gli agenti britannici infiltrarono la Resistenza

Già dal ’43 a Londra si pianificava il futuro dell’Italia Il “Soe” aveva idee chiare sui partigiani e sui politici


di Roberto Festorazzi

Dopo l’armistizio, e la frattura politica che spezzò in due l’Italia – al Sud, un governo monarchico, cobelligerante con gli Alleati; al Nord, un restaurato regime fascista, in forma repubblicana e presieduto da Mussolini, rimesso in sella dagli alleati germanici per ferma volontà di Hitler – agli inglesi toccò decidere che posizione assumere nei confronti della Resistenza che cominciò ad agire nell’Italia cosiddetta occupata. (continua…)


Come viveva lo young jet set del secolo dei Lumi

di Eugenio Di Rienzo

Generazioni di studiosi e lettori si sono chieste fino a che punto la figura del “giovin signore” proposta da Giuseppe Parini nel poemetto Il Giorno corrispondesse alla realtà del ceto nobiliare italiano nella seconda metà del Settecento e quanto invece essa fosse stata influenzata dal genio poetico e dagli intenti polemici dell’illuminista lombardo. Fin dal suo apparire sulla scena editoriale e culturale della Penisola, il ritratto del rampollo vanesio e fatuo, imbelle ed effeminato delineato da Parini ha suscitato consensi e critiche, ha incoraggiato imitazioni garbate e riprese esasperate, accompagnando il tramonto della società di antico regime e incidendo variamente, in seguito, sulle sue interpretazioni storiografiche. (continua…)


Roma miope su Lutero. Il Papa trascurò la questione tedesca, la Curia sbagliò i giudizi sulla Riforma

di Paolo Mieli

Quando nel 1517 si trovò a dover gestire il «caso Lutero», il fiorentino Giovanni de’ Medici, figlio di Lorenzo il Magnifico, aveva quarantadue anni, quattro dei quali già vissuti da Papa, con il nome di Leone X. Era stato avviato alla carriera religiosa quando di anni ne aveva sette, nominato cardinale — dopo un complesso negoziato tra suo padre e Innocenzo VIII — a tredici e, appena divenuto Papa (nel 1513), aveva affidato l’archidiocesi fiorentina al cugino Giulio de’ Medici. Il quale Giulio era figlio di Giuliano, fratello di Lorenzo il Magnifico, morto per un colpo di pugnale al culmine della Congiura dei Pazzi (1478). Poco dopo avergli «donato» l’archidiocesi, Giovanni nominò Giulio cardinale e, successivamente, lo volle al proprio fianco come vicecancelliere, cioè nelle vesti di consigliere politico. (continua…)


2 luglio 1940. I morti senza colpa dell’Arandora Star

di Eugenio Di Rienzo

Pianure del Devon, del Somerset, del Kent. Campagne ordinate, borghi tranquilli. Qui la «dura, carne terribile della vecchia Inghilterra» ha trovato da sempre il suo riposo, dopo tante guerre combattute, in casa d’altri, nei lontani domini coloniali e nella più vicina Europa. Nell’estate del 1940, questo paesaggio idilliaco mutava bruscamente. Il filo spinato recintava il limitare dei campi da golf, dove si addestrava una molto improvvisata milizia territoriale, composta di anziani e riformati alla leva. I segnali stradali venivano rimossi o riorientati in modo da confondere gli spostamenti dell’invasore. (continua…)