Illustrazione tratta da opera di Giacomo Balla

Archive for the ‘Galleria’ Category

Elisabetta Farnese, la principessa italiana che governò la Spagna

di Aurelio Musi

Fu l’unica principessa italiana capace non solo di resistere all’autunno delle dinastie degli Stati regionali della penisola, avviate sul viale del tramonto, ma persino di assumere un ruolo di assoluto rilievo nella politica europea durante la prima metà del Settecento. Fu regina reggente di Spagna. Mise in discussione gli equilibri stabiliti dalla pace di Utrecht a conclusione della guerra di successione spagnola nel 1714. Riuscì a riprendersi nel 1734 dagli Asburgo d’Austria i Regni di Napoli e Sicilia, grazie ad una sapiente strategia di alleanze, e a collocarvi sul trono il figlio Carlo.

Il personaggio è accattivante, la sua regalità al femminile seduce ancor più per l’appartenenza ad una famiglia straniera, – per giunta di origini non paragonabili per prestigio e antichità a quelle di altre signorie italiana – che si trovò, per vincoli matrimoniali, a governare la Spagna.

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Uno storico del fascismo made in Usa: Anthony James Gregor

di Eugenio Di Rienzo

Dopo la recente comparsa del volume collettivo, Comprendere il Novecento. Tra storia e scienze sociali. La ricerca di A. James Gregor, edito da Rubbettino Editore e curato da Antonio Messina, non si potrà più dire che la produzione dello storico statunitense, autore di importanti lavori (Young Mussolini and the intellectual origins of Fascism; Italian Fascism and Developmental Dictatorship; Mussolini’s Intellectuals, Fascist Social and Political Thought; Marxism, Fascism, and Totalitarianism. Chapters in the Intellectual History of Radicalism), sia restata terra incognita in Italia.

Nei saggi raccolti da Messina, infatti, l’originale contributo del docente dell’Università di Berkley agli studi internazionali sul fascismo viene analizzato con perizia e chiarezza come sono ampiamente discussi i punti più controversi e problematici della sua produzione. E, in particolare, il rischio da non sottovalutare, sul quale più volte hanno richiamato l’attenzione i critici di Anthony James Gregor, di una dilatazione spazio-temporale eccessiva della categoria storica di fascismo, nella misura in cui essa viene utilizzata per indicare la gran parte dei regimi e sistemi politici di stampo autoritario-modernizzatore, nati a cavallo degli anni Trenta e poi nel secondo dopoguerra, che nella dittatura littoria sembrarono trovare il loro modello ispiratore. (more…)


Rosario Romeo tra storia e politica

di Luciano Monzali

Nell’Italia della cosiddetta Seconda Repubblica, la figura di Rosario Romeo (nato a Giarre nel 1924 e morto a Roma nel 1987), così come quella dei suoi amici Giovanni Spadolini, Renzo De Felice, Francesco Compagna, ha conosciuto un progressivo e rapido oblio. La sua storiografia, caratterizzata da una magistrale capacità di fondere storia politica, sociale ed economica e incentrata sullo studio della Nazione italiana negli ultimi due secoli, è diventata inattuale in un panorama storiografico italiano dominato dall’esterofilia, dagli instant book e dal gusto per le opere compilative. I valori politico-ideali dell’intellettuale siciliano, un impetuoso liberalismo democratico, che conciliava un’orgogliosa difesa della tradizione liberale nazionale risorgimentale con la battaglia europeista ed esaltava lo Stato nazionale e l’unità della Nazione italiana come fattori progressivi fondamentali della nostra recente storia, hanno trovato scarsa simpatia e adesione in una società italiana oscillante fra cosmopolitismo elitario, umanitarismo astratto, xenofobia, eurofobia e nostalgie neocomuniste e neofasciste. (more…)


Il passato (forse) è una terra straniera. Adriano Prosperi su Storia e storiografia

di Paolo Luca Bernardini

Sempre stimolante leggere le riflessioni dei Maestri, soprattutto nel momento in cui costoro ponderano non tanto su problemi specifici della storiografia, o su oggetti particolari nelle sterminate antichità antropiche e/o naturali, quanto sulla natura stessa della Storia – e, in modo meno metafisico – su quella della storiografia, ovvero, sul loro medesimo mestiere. Questo fa Adriano Prosperi, in Un tempo senza storia. La distruzione del passato (Einaudi, 2021), e lo fa, occorre dire, in parallelo con un suo coetaneo, compagno di strada di pari fama e ampiezza di vedute, Carlo Ginzburg, il quale, nella collezione di studi e saggi appena pubblicata da Adelphi, La lettera uccide, include anche abbondanti riflessioni sia sui rapporti tra microstoria e storia globale (estremamente utili ai tempi nostri, e direi quasi necessarie), sia sul mestiere di storico, e il suo significato attuale. Come spesso nella produzione “impegnata” di Prosperi – penso a Cause perse, uscito nel 2010, (ma non solo) l’aspetto polemico, di battaglia civile, è ben presente, venato da un certo pessimismo. (more…)


Quando anche gli storici erano informatori dell’OVRA

di Eugenio Di Rienzo

Tra i tanti obiettivi di una scrupolosa ricerca d’archivio, c’è anche quello di poter dare corpo e sostanza a quella che fu a lungo considerata una semplice leggenda metropolitana. Secondo questa presunta fake news, Aldo Romano, uno dei maggiori storici marxisti del movimento operaio del secondo dopoguerra, sarebbe stato, durante il ventennio, un informatore della Polizia politica. L’ipotesi, a cui faceva riferimento, ma con scoperti accenti giustificazionisti, anche Ernesto Sestan, allievo insieme a Romano della Scuola di Storia moderna e contemporanea diretta da Gioacchino Volpe, può dirsi, ormai, notizia certa e perfettamente verificata. E quello che, fino ad oggi poteva apparire, il semplice traviamento di un giovane studente, incastrato in un meccanismo più grande di lui, rivela una realtà ancora più meschina e più avvilente. Romano non fu infatti un semplice confidente saltuario, ma un vero e proprio «fiduciario diretto» della Divisione di Polizia Politica, a cui faceva capo anche la famigerata OVRA specializzata nell’«opera di vigilanza e repressione antifascista». (more…)


Il Gentile opportunista inventato dagli storici

I rapporti tra il filosofo e il Regime sono profondi e complessi. Le immagini stereotipate sono errate


di Francesco Perfetti

Giovanni Gentile entrò a far parte del governo Mussolini come ministro della Pubblica Istruzione da indipendente. E lo fece soprattutto per portare avanti la riforma della scuola cui rimarrà legato il suo nome. A quell’epoca egli non aveva ancora aderito al fascismo né aveva mostrato particolare interesse per la politica. Durante il periodo dell’interventismo e durante la guerra si era peraltro impegnato per sostenere lo sforzo bellico. Legato alla tradizione della Destra storica, Gentile aveva portato avanti l’idea di un liberalismo maturato attraverso la rilettura del Risorgimento e lo sviluppo di quella riflessione, avviata dagli hegeliani di Napoli Francesco De Sanctis e Bertrando Spaventa, primi fra tutti che auspicavano l’unificazione ideale e culturale del paese dopo la sua unificazione politica. Egli aveva del Risorgimento una visione per molti aspetti collimante con quella che anni dopo, su un versante più propriamente storiografico, avrebbe sviluppato lo storico Gioacchino Volpe che vedeva l’Italia moderna come punto di arrivo di un processo che trasforma il «popolo minuto» in «nazione» e a tale «nazione» fa acquisire consapevolezza e sostanza nella realizzazione dello Stato unitario. (more…)


India, 1942-1943: un olocausto dimenticato. A proposito di un recente volume di Franco Cardini

di Eugenio Di Rienzo

Il dovere della memoria, già. Siamo d’accordo tutti, no? Altrimenti perché mai ogni anno  dovremmo mandare i nostri studenti medi a visitare Auschwitz, invece che accompagnarli agli scavi di Pompei o alla villa di Caprarola? Li mandiamo a vedere cose che debbono ricordare, affinché non avvengano più. O almeno proviamo a far qualcosa in quel senso. Solo che nella storia non è accaduto solo Auschwitz. E com’è allora che certe cose vanno ricordate tutti i giorni mentre certe altre sono dimenticate o rammentate sì, ma solo col contagocce e scusandoci prima di farlo? Razzismo e colonialismo sono state delle vergogne. Ma solo quando le hanno fatte quelli che poi hanno perduto qualche guerra? La vittoria assolve i vincitori? Le requisizioni annonarie in Bengala durante la seconda guerra mondiale, volute da Winston Churchill per sostenere lo sforzo bellico del popolo britannico, hanno provocato circa 4 milioni di morti, i 2/3 della cifra che di solito si ripete per la Shoah: ma se questa la ricordiamo ogni giorno, com’è che il genocidio indiano non dovremmo nemmeno nominarlo? (more…)


Rosario Romeo, un grande storico liberale che leggeva Marx. La bella biografia di Guido Pescosolido

di Dino Messina

In un Paese che ha sempre lamentato la carenza di cultura liberale,  Rosario Romeo (1924-1987) è stato una figura di eccezione, perché capace di confutare l’egemonia marxista del secondo dopoguerra non soltanto in punto di dottrina, ma sul campo solido della ricerca storica. Ora un suo allievo, Guido Pescosolido, il maggiore studioso attuale del meridionalismo, ne traccia un ampio profilo biografico per gli Editori Laterza, Rosario Romeo – Uno storico liberaldemocratico nell’Italia repubblicana (pagine 370, € 30.00). In pagine chiare, fitte e appassionate, Pescosolido allarga la ricerca avviata nel 1990 in un breve scritto, usando materiali inediti provenienti dall’archivio famigliare e dai vari fondi.

Figlio di un notaio siciliano, Rosario Leonardo, e di una donna di notevoli doti intellettuali, Teresa Patané, il giovane Romeo si segnala sin da giovanissimo come un fuoriclasse. A 14 anni legge il “Medioevo” di Gioacchino Volpe, da autodidatta affronta “Il Capitale” di Karl Marx, nel 1942 si trasferisce a Roma per seguire le lezioni di Volpe. (more…)


Un diplomatico russo in Persia nel “Grande Gioco” dopo il “Grande Gioco”

di Fabrizio Rudi

Le memorie politiche del diplomatico russo Ivan Jakovlevič Korostovec, pubblicate per la prima volta in italiano nel 2021, per i tipi delle Edizioni “Pathos” di Torino, a cura di Carlo Gastone, sotto il titolo di Persian Arabesques, con la densa prefazione di Nugzar Ter-Oganov, sono senza dubbio un documento di altissimo interesse per chiunque voglia approfondire il problema della competizione anglo-russa in Asia centrale all’inizio del XX secolo. La figura di Korostovec è una delle più brillanti della Russia del periodo preso in esame. Uomo di pensiero e di azione, oltre che di profonda cultura, monarchico e strenuo difensore della missione morale assegnata alla Russia nello svolgimento della sua politica estera, specialmente verso l’Asia Centrale e l’Estremo Oriente, Korostovec è tutt’ora assai celebrato nel suo Paese e anche in Mongolia, dove, come ministro plenipotenziario, il 21 ottobre 1912 aveva negoziato e sottoscritto il fondamentale accordo di amicizia e mutua assistenza russo-mongolo. (more…)


Vita avventurosa del pirata Uccialì

di Armando Pepe

Frutto di una rigorosa ricerca in più archivi europei è il recente volume di Mirella Vera Mafrici, dedicato alle avventurose vicende e gesta del pirata ottomano Uccialì (Uccialì. Dalla Croce alla Mezzaluna. Un grande ammiraglio ottomano nel Mediterraneo del Cinquecento, Rubbettino, Soveria Mannelli 2021, € 14.00), il quale, nonostante il nome, era nato in Calabria, precisamente a Le Castella, e si chiamava al secolo Giovanni Dionigi Galeni.

Innegabilmente si tratta di una biografia dal ritmo serrato ed avvincente che, senza risparmio, ripercorre una vita attiva fino all’ultimo, vissuta senza mai fermarsi. Mirella Mafrici, in premessa, sinceramente afferma che «la figura di Uccialì mi ha sempre affascinato, fin da quando, negli anni Ottanta, ho incominciato ad occuparmi di storia del Mediterraneo, e, in particolare di corsa e pirateria, di incursioni, difesa costiera del Mezzogiorno d’Italia, ma anche di schiavi rinnegati, di quanti vanno e vengono, ovvero dell’abiura e del ritorno alla fede di appartenenza» (more…)