Illustrazione tratta da opera di Giacomo Balla

Archive for the ‘Galleria’ Category

Dalle foibe all’esodo. La tragedia del confine orientale all’Università di Roma, La Sapienza

di Elisa D’Annibale

Il 3 aprile scorso si è tenuta presso il Dipartimento di Scienze politiche dell’Università di Roma, La Sapienza, la presentazione del libro di Dino Messina, Italiani due volte. Dalle foibe all’esodo, una ferita aperta della storia italiana, pubblicato dalla Casa Editrice Solferino (2019). L’iniziativa si è svolta nell’ambito del corso di Storia Moderna tenuto dal prof. Eugenio Di Rienzo, organizzatore della presentazione. A questa discussione hanno partecipato, oltre l’autore e un folto auditorio di studenti, storici di chiara fama della Sapienza e di altri atenei romani. Nell’aprire l’incontro, Di Rienzo ha ricordato un dato fondamentale e pregno di amaro significato: il più importante ateneo della capitale, incredibilmente, non aveva mai organizzato un evento in ricordo della tragica vicenda delle foibe titine e del doloroso esilio forzato degli italiani istriani, dalmati e giuliani. (more…)


Il complotto (sgangherato) per uccidere il Céline “nazi”

di Alessandro Gnocchi

Nel 1950, lo scrittore Roger Vailland, oggi ignoto ma al tempo una celebrità, pubblicò un articolo su La Tribune des Nations in cui raccontava una storia bizzarra. Il giornale era finanziato dai servizi segreti sovietici. Vailland (1907-1965) era un comunista molto particolare. Credeva in Stalin ma preferiva le donne. Dopo i fatti di Budapest abbandonò il partito. Il suo romanzo Uno strano gioco (1945) sulla Resistenza, aveva fan trasversali. Ad esempio piacque molto a Roger Nimier, il rispettato consulente di Gallimard al quale si deve anche il ritorno sulla scena di Céline… (more…)


Mussolini urbanista. Tra Welfare, modernizzazione e controllo del territorio

di Giovanni Cerro

Dalla metà degli anni Settanta del Novecento – da quando Luisa Mangoni pubblicò L’interventismo della cultura. Intellettuali e riviste del fascismo ed Emilio Gentile diede alle stampe Le origini dell’ideologia fascista (1918-1925) – gli studi sulla dimensione ideologica e culturale del fascismo hanno conosciuto una discreta fortuna nell’ambito della storiografia italiana. Il volume di Danilo Breschi (Mussolini e la città. Il fascismo tra antiurbanesimo e modernità, Luni Editrice, 2018, pp. 576), si pone nel solco di tale indagine, affrontando un tema già parzialmente perlustrato secondo una prospettiva originale. La maggiore novità del lavoro risiede infatti nella capacità di occuparsi dell’atteggiamento tenuto dal fascismo verso l’urbanesimo tra gli anni Venti e Trenta facendo interagire diversi piani (la storia urbana e la storia dell’urbanistica e dell’architettura, per giungere all’elaborazione di una ricerca di storia delle idee) e incrociando l’analisi dei provvedimenti del regime con le ragioni e le motivazioni che stavano alla base di queste politiche di pianificazione, organizzazione e controllo del territorio. Ed è soprattutto su questo aspetto ideologico che vorrei soffermarmi nella nota che segue proprio perché uno dei propositi dell’Autore consiste nel far emergere come non tanto un generico e monolitico antiurbanesimo, quanto una più meditata e duttile contrapposizione tra la città, luogo da riformare ma non da abolire, e la campagna, spazio a cui ispirarsi ma non da idealizzare, sia un motivo di lungo periodo nella cultura politica italiana, a cui il fascismo ha abbondantemente attinto, riattandolo poi al mutato contesto e rimodulandone talvolta il linguaggio. (more…)


Assolutamente liberale. Alfredo Parente dalla lotta contro il fascismo alla Repubblica

di Eugenio Di Rienzo

Il nome di Alfredo Parente probabilmente oggi sarà noto soltanto ai cultori di studi filosofici, dato che questi, a partire dal 1964, fu a lungo direttore della “Rivista di studi crociani”, o forse sarà ancora ricordato da qualche raffinato musicologo, essendo stato a lungo critico musicale del “Mattino” di Napoli e di molte altre riviste di ambito culturale nel secondo dopoguerra. In realtà Alfredo Parente, fine intellettuale di origini sannite ma napoletano di adozione, fu anche un organizzatore politico e un “attivista” liberale, molto conosciuto nei circoli crociani a partire dalla seconda metà degli anni Trenta e poi stretto collaboratore di Croce negli anni della crisi del regime fascista. E ancor di più in quelli della transizione democratica, che vedono il filosofo quotidianamente impegnato per la ricostruzione morale e civile dell’Italia e nella lotta contro i totalitarismi di ogni colore. Alla luce di ciò, assume particolare importanza la pubblicazione delle memorie che Parente scrisse nel 1946 dal titolo “La lunga vigilia. Pensieri e ricordi politici. 1943-1946”, che ora, per la cura di Gerardo Nicolosi sono pubblicate nella collana “Minima Storiografica. Piccola Biblioteca di Nuova Rivista Storica” (Società Editrice Dante Alighieri) diretta da chi scrive. (more…)


Il genero del regime. Vita e morte di Galeazzo Ciano nel libro di Eugenio Di Rienzo

di Angelo d’Orsi

Un articolo del 1934, sui Quaderni di Giustizia e Libertà, che uscivano a Parigi, Leone Ginzburg, dietro la sigla M. S., si dedicava ad un’analisi della situazione politica italiana, in relazione all’azione da svolgere per il gruppo di GL, di cui era il principale referente in patria, come Carlo Rosselli lo era in Francia. Prendeva lo spunto dal siluramento di Italo Balbo da parte del Duce, in quanto “unico antagonista rimastogli nel governo”, dunque da mettere da parte (prima di eliminarlo fisicamente addirittura, nel famoso “incidente” nel cielo della Libia nel luglio 1940), e dedicava una parentesi al genero di Mussolini, Galeazzo Ciano, liquidandolo come un’alternativa mancata, in quanto era ormai indirizzato verso altri interessi: “Ciano, inamovibile, preferisce arricchire sé e i suoi”. (more…)


Galeazzo Ciano, una vita sbagliata in un tempo crudele

di Marco Valle

Era il 1982 o il 1983. Poca conta. Ero a Roma con il barone Tomaso Staiti di Cuddia delle Chiuse – deputato aristocratico e anticonformista di un partito popolano e spesso conformista – indugiando in piazza del Popolo. Ci sedemmo da Rosati dove ci attendeva Pino Romualdi, il “padre nobile” della Fiamma e, allora, presidente dell’acciaccato vascello “tricolore”. I due iniziarono a discutere sulle solite, estenuanti, tediosissime questioni di bottega missine. Poi, all’improvviso, Romualdi s’interruppe. Si alzò in piedi e salutò con deferenza un’elegante anziana signora che, casualmente, si era seduta accanto a noi. Tom, a sua volta, si capriolò in un perfetto baciamano. Era Edda Mussolini. (more…)


La “Borbonia” tra verità, miti e favole

di Gennaro Malgieri

Il mito e la storia. Non è infrequente che il primo si sovrapponga alla seconda determinando distorsioni ed incomprensioni sul passato che favoriscono polemiche finanche perniciose sul presente. È il caso di taluni atteggiamenti appunto “mitologici” che hanno condizionato la conoscenza delle dinamiche, tutt’altro che chiare e condivisibili sia chiaro, del processo di unificazione nazionale. Insomma, se è vero che lo Stato nazionale di matrice sabauda non ha avuto un percorso felice, ma ha prodotto lacerazioni civili, morali e culturali che si sono trascinate fino ai nostri giorni, è anche vero che talune mitizzazioni dei presunti crimini degli “unionisti” hanno contribuito ad allontanare ancor più il sentimento patriottico che, dopo oltre centocinquant’anni, sarebbe auspicabile vedere assunto come valore primario di riferimento della comunità nazionale. (more…)


Chiesa e politica in Ucraina. Un caso di manipolazione storica

di Davide Galluzzi

Tra la fine del 2018 e l’inizio del 2019 un sinodo ecclesiastico riunitosi a Kiev ha portato alla nascita della Chiesa Ortodossa dell’Ucraina, la cui autocefalia è stata riconosciuta successivamente da Bartolomeo I, patriarca ecumenico di Costantinopoli. Il presidente ucraino Petro Poroshenko, come riportato dal quotidiano “The Irish Times”, ha commentato così l’avvenimento: «Questo è il giorno in cui, finalmente, assicuriamo la nostra indipendenza dalla Russia. Che tipo di Chiesa è questa? Una Chiesa senza Putin, una Chiesa senza Kirill, cioè senza il patriarca di Mosca». (more…)


La vita di Ciano: un uomo, un’epoca

Il monumentale lavoro di Di Rienzo non è incline a fare sconti


di Franco Cardini

Ecco un libro singolarmente, quasi esemplarmente, privo di pietas. Quella che – come Eugenio Di Rienzo stesso ricorda – Benedetto Croce raccomandava come irrinunziabile da parte dello storico proprio a proposito di coloro che si erano dati al fascismo «mossi non da bassi affetti, ma da sentimenti nobili e generosi, sebbene non soggetti dalla necessaria critica». Quella che si trova sempre o quasi, insieme a uno humour sottile e a modo suo severo, nelle pagine di quel Giuseppe Galasso che del Di Rienzo fu Maestro indimenticabile e cordiale amico. Ma Di Rienzo in questo suo Ciano. Vita pubblica e privata del “genero di regime” nell’Italia del Ventennio nero, non appare né disposto all’indulgenza né incline a fare sconti. (more…)


La “Nuova Rivista Storica” e la Grande Guerra

di Eugenio Di Rienzo

E’ un importante contributo all’analisi della storiografia italiana sulla Grande Guerra, sviluppatasi nella prima metà del Novecento, quello offerto da Giancarlo Finizio nel suo recente volume, History in the Making: lettere di Luciano Magrini a Luigi Albertini, 1929-1941 (Youcanprint, 2019). Finizio ci conduce, infatti, nel laboratorio dove Albertini, uno dei più grandi direttori del «Corriere della Sera», che aveva schierato il quotidiano milanese a favore dell’intervento dell’Italia nel primo conflitto mondiale, forgiò la sua opera più rilevante: Le origini della guerra del 1914. Grazie all’epistolario tra Albertini, che nel novembre del 1925, su pressioni di Mussolini, era stato estromesso dalla proprietà del «Corriere», del quale subito dopo abbandonò la direzione, e lo storico-giornalista, Luciano Magrini, possiamo, così, assistere alla genesi di questo grande massiccio storiografico. Un’opera che, pubblicata, dopo lunga elaborazione, in tre volumi, tra 1942 e 1943, indagava analiticamente le cause prossime e remote, militari, diplomatiche, economiche del catastrofico evento destinato a distruggere, dalle fondamenta quello che Stefan Zweig, nel 1941, avrebbe chiamato con struggente nostalgia, nell’omonima autobiografia, «Il mondo di ieri». (more…)