Illustrazione tratta da opera di Giacomo Balla

Archive for the ‘Galleria’ Category

Italia e Inghilterra alla fine del Seicento Tra “Grand Tour” e diplomazia

di Christopher Storrs

Il regno (1685-88) di Giacomo II d’Inghilterra (Giacomo VII di Scozia) ebbe vita breve – durò solo tre anni – ma si dimostrò comunque determinante e, anzi, costituì un punto di svolta nell’evoluzione a lungo termine dell’Inghilterra.

Giacomo II perse il consenso dei suoi sudditi (inglesi e scozzesi) per due aspetti cruciali della sua politica. I suoi sforzi per restaurare il Cattolicesimo più di un secolo dopo la rottura di Enrico VIII con Roma gli alienò una popolazione che ormai era divenuta profondamente protestante. (more…)


1920. Una pace senza pace

di Luciano Monzali

Il centenario della prima guerra mondiale e della dissoluzione della Russia zarista e dell’Impero asburgico e ora il prossimo anniversario della Pace di Parigi (21 gennaio 1920), hanno rianimato la discussione storiografica e pubblicistica sul significato e sul valore dell’eredità, nella storia europea e mondiale, dei grandi Imperi dinastici multinazionali: Impero asburgico, Russia zarista, Osmanli Imparatorlugŭ (Sublime Stato ottomano). (more…)


D’Annunzio, a Fiume, contro il «Nuovo ordine mondiale»

di Eugenio Di Rienzo

A volte la storia scritta col calendario e cioè con l’occhio rivolto alla rievocazione della nascita o della morte di personaggi celebri, di battaglie e di guerre, di eventi politici e diplomatici famosi gioca brutti scherzi. Può forse servire a dar effimero lustro a qualche analista del passato, a permettere di far cassa a qualche casa editrice (modesta cassa, considerando le scarse vendite dei libri di storia), consegnandoci però opere che, terminata la loro parabola mediatica, cadono quasi immediatamente nell’oblio, perché concepite come prodotti per il mercato, che poco o nulla hanno aggiunto alle nostre conoscenze delle cose che furono. (more…)


Così Nazismo e Comunismo stuprarono antichi e venerandi valori

Il primo si radicava nella difesa identitaria, il secondo nell’altruismo. I risultati? Perversi, disumani (e simili)


di Dino Cofrancesco

La risoluzione approvata lo scorso 19 settembre ad ampia maggioranza dal Parlamento europeo di Strasburgo, “Importanza della memoria europea per il futuro dell’Europa”, ha scatenato un po’ dovunque, ma soprattutto in Italia, la reazione indignata della cultura politica che vede nella Rivoluzione d’ottobre la continuazione e il compimento dell’89. Quest’ultimo ha proclamato i diritti dell’uomo e del cittadino ‘astrattamente’, elargendo a tutti i Figli della Terra la ‘libertà negativa’, ovvero la facoltà per ciascun essere umano di vivere la sua vita e di fare le sue scelte senza esserne impedito da nessuno; la rivoluzione sovietica, inaugura l’era della ‘libertà positiva’ ovvero del diritto alle risorse concrete che consentono ai cittadini – non più sudditi – di perseguire i loro fini. (more…)


Il ‘900 di Lawrence, avventuriero dell’assoluto

di Stenio Solinas

Se si guarda alle attuali vicende mediorientali, l’idea di un Novecento come secolo breve, avanzata da Eric Hobsbawm all’indomani della caduta del Muro di Berlino, si rivela tanto eurocentrica quanto bislacca. Come osserva Franco Cardini nel suo Lawrence d’Arabia (Sellerio, 261 pagine, € 14,00) «semmai stiamo vivendo un secolo al contrario lungo se non lunghissimo» e che si potrebbe addirittura far partire dalla seconda metà dell’Ottocento, quel 1869 che con il taglio dell’istmo di Suez segna una nuova tappa negli appetiti geopolitici del Vecchio continente. È del resto un dato di fatto, osserva ancora Cardini, che esattamente un secolo fa, con le paci di Parigi del 1919-20, il Medio-Oriente venne letteralmente inventato, innescando al suo interno, senza ben rendersene conto, una serie di bombe a orologeria, etniche, religiose, politiche, economiche, che da allora puntualmente hanno cominciato a esplodere e ancora non hanno smesso… (more…)


Scontento e simpatico, ecco un inedito Croce

Eugenio Di Rienzo tratteggia gli ultimi anni, fra il 1943 e il 1948, del filosofo ormai ottantenne. Ne esce un ritratto di Croce meno anticattolico, in guerra con Churchill e Togliatti, fermo monarchico ma duro verso Vittorio Emanuele III e il suo erede


di Franco Cardini

C’è stato in Italia un lungo tempo nel quale non solo «non si poteva dir male di Garibaldi», ma nemmeno di Benedetto Croce. È vero che uno spiritaccio irriverente come l’allora ventiseienne Umberto Eco, nella sua irresistibile Storia della filosofia in versi del 1958 poteva parafrasare l’ormai proverbiale “donzelletta” di Giacomo Leopardi (more…)


Fine di un regno. Il collasso delle Due Sicilie e la «guerra per il Mezzogiorno»

Carmine Pinto non ha dubbi: il regime borbonico fu travolto dai suoi problemi interni e dalla conseguente impopolarità della dinastia napoletana. Garibaldi e Cavour diedero solo l’ultima spallata a un sistema morente. Dal primo capitolo dell’ultimo importante libro dello studioso salernitano


di Marco Vigna

Il saggio del professor Carmine Pinto uscito in questo 2019 per i tipi della Laterza, La guerra per il Mezzogiorno. Italiani, borbonici e briganti 1860-1870, è un testo complesso ed articolato, che riunisce in un insieme coerente ed armonioso una molteplicità di tematiche.

Sarebbe riduttivo interpretarlo unicamente quale uno studio sul brigantaggio postunitario, poiché questo argomento, nonostante abbia un peso preponderante nell’economia della ricerca, viene ad essere collocato in un contesto storico e sociale molto più ampio, abbracciando tutto il periodo 1799-1870, estendendo l’analisi trasversalmente alle diverse classi e ceti, integrando l’interpretazione con categorie tratte dalla storiografia politica e da quella culturale, assieme alle possibilità offerte dal metodo comparativo. (more…)


Don Benedetto progressista? Ma quando mai… Una riflessione su Croce politico

Un recente libro di Eugenio Di Rienzo fa luce sull’attività del grande filosofo nell’immediato dopoguerra e rivela i rapporti difficili (e spesso pericolosi) con la classe politica nata dalla Resistenza e, in particolare, col Pci di Togliatti


di Lorenzo Terzi

Le élite progressiste che dominarono la cultura italiana a partire dagli anni Cinquanta del Novecento si sforzarono di inserire il pensiero e l’azione di Benedetto Croce in un’improbabile casa comune nella quale il liberalismo del filosofo napoletano avrebbe dovuto convivere in armonia con il liberismo di Einaudi, il democraticismo di Giovanni Amendola, il giacobinismo di Salvemini e il liberalismo sovietizzante di Piero Gobetti. (more…)


Quale Adriatico?

di Egidio Ivetic

In un affollato cocktail party serale ai primi di maggio, a Budua in Montenegro, tra imprenditori, politici, amministratori, vari stakeholders e qualche professore universitario, si poteva cogliere la trasformazione civile e transnazionale in atto nell’Adriatico. Che non è più quello che ancora in molti immaginano: il mare confine con l’“altro”.

Sono ormai vent’anni che l’Ue incoraggia la collaborazione fra le regioni adriatiche tramite progetti Interreg transfrontalieri (la Cooperazione territoriale europea), con da una parte l’Italia e dall’altra la Slovenia e la Croazia, a cui poi si sono aggiunte l’Albania, il Montenegro e la Bosnia ed Erzegovina. Progetti che hanno portato finanziamenti ed esperienze di lavoro tra vari enti pubblici e privati. È seguita, dal 2004, la procedura di costituzione della regione europea Adriatico. (more…)


Il Paese dei trasformismi

In un sistema politico paralizzato, di cui l’establishment non cessa di tenere ben salde le redini, il segno distintivo diventa sempre di più l’immobilismo


di Ernesto Galli della Loggia

Con il permanere della crisi del Paese (vent’anni di crescita zero) e il conseguente aggravarsi del suo declino diviene sempre più veloce anche la trasformazione del nostro sistema politico. Una trasformazione di fatto della natura degli attori e dei contenuti, sebbene sia conservato l’involucro esteriore e formale delle regole. La trasformazione che a me sembra la più evidente e importante riguarda il Partito democratico.

Questo ha ormai compiuto la parabola avviatasi con l’inizio della seconda Repubblica, e assiste al completo rovesciamento del disegno del vecchio Partito comunista da cui in qualche modo esso discende. Laddove il togliattismo, infatti, prevedeva che alla lunga il Pci riuscisse e egemonizzare l’establishment italiano, oggi viceversa è l’establishment italiano che appare essere riuscito ad egemonizzare il Pd. (more…)