Illustrazione tratta da opera di Giacomo Balla

Archive for the ‘Galleria’ Category

L’epistolario di Gioacchino Volpe con il filosofo. Lettere a Croce amici-nemici durante il fascismo

di Aurelio Musi

Sono oltre ottanta le lettere che Gioacchino Volpe inviò a Benedetto Croce tra il 1900 e il 1927. La loro lettura consente di ricostruire la genesi, lo svolgimento e la rottura di una lunga amicizia che solo le scelte politiche antitetiche, compiute dai due più importanti intellettuali del Novecento italiano, portarono a conclusione. Ha perciò fatto bene Eugenio Di Rienzo a curarne l’edizione col titolo “La storia ci unisce, la realtà politica ci divide, un poco”. Lettere di Gioacchino Volpe a Benedetto Croce (1900-1927), Società Editrice Dante Alighieri.

Nella sua introduzione Di Rienzo illustra i non pochi motivi di convergenza tra Volpe e Croce all’origine del rapporto: la comune opposizione a ogni forma di teologia e metafisica, al determinismo sociologistico ed economicistico; e, ancora, l’idem sentire sul primato della storiografia nei confronti delle altre scienze umane. Entrambi poi prediligevano la “buona storia economica”: quella, ad esempio di Luigi Einaudi, sensibile ai fondamenti e alle determinazioni storiche dell’analisi economica. (more…)


Avversari ma non troppo: Italia e Albania negli anni della Guerra Fredda

di Luciano Monzali

I tre volumi dedicati ai rapporti fra Italia e Albania fra la fine della seconda guerra mondiale e il termine della Guerra fredda ideati e curati da Paolo Rago, pubblicati tra 2017 e 2021 da Laterza Editore (Una pace necessaria. I rapporti italiano-albanesi nella prima fase della Guerra Fredda; Gli anni della distensione. Le relazioni italiano-albanesi nella fase centrale della Guerra fredda; Prima della fine. Le relazioni italiano-albanesi nella fase conclusiva della Guerra Fredda) sono un’iniziativa editoriale meritevole di elogio e realmente innovatrice nel contesto politico-culturale italiano. Frutto di una felice collaborazione fra istituzioni statali (l’Ambasciata italiana in Albania, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale) e gruppi della società civile (Comunità di Sant’Egidio e vari docenti di Università italiane e albanesi), essi sono stati progettati e realizzati da Paolo Rago, che da oltre trent’anni vive e lavora a Tirana. Qui ha collaborato negli anni con diverse organizzazioni internazionali residenti nel Paese nonché con l’ambasciata d’Italia e la Società Dante Alighieri. (more…)


Marcella Marmo, il rigore della Storia

di Aurelio Musi

Ricordare Marcella Marmo, che improvvisamente ha lasciato i suoi cari e noi amici qualche giorno fa, significa ricomporre e riannodare con emozione una miriade di fili di memoria, tutti intessuti entro la storia di Napoli dell’ultimo mezzo secolo. A questa storia, infatti, Marcella è stata intimamente legata perché ha partecipato da protagonista alla vita culturale, civile, etico-politica della città.

Lo ha fatto attraverso la ricerca, lo studio di aspetti molteplici della sua evoluzione fra Otto e Novecento, con un’attenzione privilegiata ai nessi fra presente e passato. Senza concessioni a presentismi di moda, senza mettersi in mostra, senza narcisismi, ma con discrezione, col rigore e l’impegno della storica di razza che deve sempre attenersi alle fonti e basare su di esse le sue interpretazioni. (more…)


La solitudine dei filoamericani d’antan

di Dino Cofrancesco

Il 6 gennaio dello scorso anno l’attacco al Congresso degli Stati Uniti promosso o, comunque, ispirato da Donald Trump, diede a molti liberali che avevano visto nell’America il baluardo della democrazia occidentale un colpo da cui non si sarebbero più ripresi. Era la prima volta che un leader politico sconfitto metteva in discussione il verdetto delle urne accusando il partito vincitore di aver manipolato le schede, ribaltando il risultato della competizione elettorale. Accusa gravissima che delegittimava non solo un governo ma le intere istituzioni cadute nelle mani di un branco di complottisti. In realtà, le elezioni si erano svolte in un clima molto teso (anche per colpa di Trump) ma in completa libertà e anche se, periodo ipotetico dell’irrealtà, ci fossero state delle zone di ombra nel conteggio dei voti dare a poco meno della metà degli americani la sensazione di essere stati truffati, significava attestare che la democrazia era morta e che solo un’insurrezione avrebbe potuto ridare al popolo la sovranità scippata. (more…)


Presentazione del volume: “La storia ci unisce e la realtà politica ci divide, un poco”. Lettere di Gioacchino Volpe a Benedetto Croce, 1900-1927

Presentazione del volume:

“La storia ci unisce e la realtà politica ci divide, un poco”. Lettere di Gioacchino Volpe a Benedetto Croce, 1900-1927, a cura e con un saggio introduttivo di Eugenio Rienzo, Roma, Società Editrice Dante Alighieri, 2021 (more…)


Corriere della sera, storia di un quotidiano

di Dino Messina

Il fondatore Eugenio Torelli Viollier quando nella prima domenica di Quaresima del 1876 presentò la sua creatura ai lettori milanesi, avvertì subito che l’orientamento del giornale era conservatore e moderato, ma si affrettò ad aggiungere che il nuovo giornale non avrebbe sostenuto tesi preconcette. Non sempre a favore o contro il ministero al potere, ma giudicando caso per caso, tenendo una posizione equidistante. Il che non significa mancata assunzione di responsabilità, ma libertà di critica. (more…)


Gioacchino Volpe e Benedetto Croce. Splendori e miserie di una lunga amicizia

di Franco Cardini

Non c’è dubbio che Eugenio Di Rienzo, storico dell’Università di Roma, specialista di rapporti internazionali, di storiografia e di storia della cultura contemporanea, è oggi uno dei nostri migliori studiosi soprattutto dell’Italia del periodo compreso fra le due guerre: rispetto al quale dimostra di aver messo, in modo originale e libero da pregiudizi “post-ideologici” di sorta, a frutto la grande lezione di Renzo De Felice. Di Rienzo ha fornito negli ultimi anni contributi essenziali e decisivi alla storia del pensiero dei massimi protagonisti della vita politica e culturale del nostro paese tra fine Ottocento e fine Novecento nonché ai loro complessi, intricati rapporti: a Gaetano Salvemini, a Gioacchino Volpe, a Benedetto Croce soprattutto, ma anche a Giovanni Gentile, a Benito Mussolini, ad Antonio Gramsci e negli ultimi tempi allo stesso Gabriele D’Annunzio. (more…)


Il carteggio Croce-Volpe. Storia di un’amicizia spezzata dal fascismo

Le lettere tra il filosofo e lo storico testimoniano come il sodalizio intellettuale si sia infranto con l’ascesa al potere del Duce


di Corrado Ocone

La vicenda dei rapporti fra Benedetto Croce e Gioacchino Volpe può essere per molti versi assimilabile a quella che legò il filosofo napoletano a Giovanni Gentile, pur nella differenza specifica di un rapporto meno intenso, sicuramente, nel caso di Volpe, ma ugualmente segnato da stima, amicizia, consuetudine scientifica e, almeno fino ad un certo punto, idem sentire. Ovviamente Volpe si attenne sempre ad un terreno di ricerca storico in senso stretto, non concedendosi né escursioni in altri ambiti empirici del sapere né tantomeno voli più o meno pindarici nei cieli della filosofia pura e speculativa. Ma l’idea di rendere concreta la storia attraverso un’ampia considerazione dei fattori economici e sociali che la muovono, insieme alle idee, da una parte, e la sconfessione decisa di ogni schematismo sociologistico e determinismo economico, dall’altra, si può dire che fu la stessa per l’uno e per l’altro. (more…)


Benedetto Croce e Gioacchino Volpe nella diaspora della cultura liberale italiana durante il fascismo

di Luciano Monzali

Eugenio Di Rienzo, con costanza ed energia invidiabili, continua nel suo lodevole ventennale impegno di studiare e ripensare due grandi protagonisti della cultura e della storiografia italiane del Novecento, Benedetto Croce e Gioacchino Volpe, ai quali ha dedicato alcuni importanti volumi (ricordiamo solo: Un dopoguerra storiografico. Storici italiani tra guerra civile e Repubblica, Le Lettere, 2004; La storia e l’azione. Vita politica di Gioacchino Volpe, Le Lettere, 2008; Benedetto Croce. Gli anni dello scontento 1943-1948, Rubbettino, 2019; Benedetto Croce. Gli anni del fascismo, Rubbettino, 2020) che hanno avuto il merito di rilanciare l’attenzione e la discussione sul pensatore napoletano e sull’autore di Italia moderna. (more…)


L’Italia dei vinti nell’analisi di Roberto Pertici

di Dino Cofrancesco

A tre anni dalla pubblicazione del volume di ampio respiro, La cultura storica dell’Italia unita, esce nel 2021 un lavoro non meno impegnativo di Roberto Pertici, È inutile avere ragione. La cultura antitotalitaria nell’Italia della prima Repubblica (sempre per l’Editore Viella). Considero Pertici uno dei più eminenti storici contemporaneisti della sua generazione e uno degli esempi più notevoli di quella Wertfreiheit, ovvero di quella avalutatività nell’analisi delle vicende storiche, che Max Weber chiedeva allo studioso e che, in un diverso contesto culturale, dettava a Benedetto Croce le parole memorabili (sempre citate, raramente meditate): ”La storia non è mai giustiziera, ma sempre giustificatrice; e giustiziera non potrebbe farsi se non facendosi ingiusta, ossia confondendo il pensiero con la vita, e assumendo come giudizio del pensiero le attrazioni e le repulsioni del sentimento”. Se dovessi riassumere in una facile formula l’attività scientifica di Roberto Pertici, direi che egli è lo storico dei vinti ma non nel significato diffuso del termine. I suoi numerosi scritti, infatti, non sono altri fiori aggiunti alla corona retorica dell’Italia di minoranza, dell’Italia civile, dell’Italia della ragione etc. etc. In quella corona, ispirata a un aristocraticismo intellettualistico lontano anni luce dall’autore de La cultura storica dell’Italia unita, si intrecciano le geremiadi di chi, pur appartenendo al grande mainstream della modernità e dell’illuminismo, constata malinconicamente il rifiuto della guida spirituale generosamente offerta alle masse e ai loro partiti. (more…)