Illustrazione tratta da opera di Giacomo Balla

Archive for the ‘Galleria’ Category

La Italia unida de las grandes tragedias

Políticos e historiadores comparan la crisis del coronavirus con el periodo posterior a la Segunda Guerra Mundial.
La idea de nación, muchas veces olvidada, reaparece ante las grandes catástrofes.


di Ismael Monzón

Un compañero de partido es el último asidero que le queda a Antonio Ricci cuando le roban la bicicleta, el único medio que tiene para subsistir. El amigo moviliza a media comunidad de basureros, pero ni toda la clase proletaria organizada consigue poner fin a la injusticia. En medio de ese tono agorero y moralizante, ‘El ladrón de bicicletas’ nos mostró las penurias más inmediatas que dejó la Segunda Guerra Mundial. El neorrealismo, el cine italiano de la posguerra, dibujó en el imaginario colectivo un país devastado, pero también una sociedad unida por un enorme sentimiento de solidaridad. (more…)


Quel lager degli orrori dove Pol Pot torturava chi non era comunista

In meno di 4 anni uccisi dalla follia marxista oltre 2 milioni di uomini, donne e bambini


di Marco Valle

Scendi dal taxi, paghi il biglietto d’ingresso e arrivi all’inferno. O, almeno, a una sua anticipazione terrena. È Tuol Sleng, il famigerato carcere S-21, oggi Museo del Genocidio.

Svolti l’angolo ed entri in un girone dantesco. Ad attenderti una lunghissima, interminabile fila d’immagini in bianco e nero. Centinaia di volti, migliaia di occhi che ti scrutano, che t’inchiodano. Occhiate rassegnate, impaurite, sghembe ma anche sguardi coraggiosi. Indugi, ti fermi e osservi i volti di uomini e donne ancora sfidanti, insolenti. Fieri. L’ultimo saluto di un’umanità divorata dalla follia, inghiottita dall’ideologia. La Spoon River cambogiana. (more…)


Le Carte, le Armi e la Storia. La memoria del mondo militare alla luce delle fonti archivistiche

di Eugenio Di Rienzo

Un dialogo serrato e brillante tra Storia e Archivistica, due discipline che da sempre procedono di conserva. Su questa base, robusta e produttiva, è impostato il recente volume Archivi militari tra Ottocento e Novecento. Ricognizioni e acquisizioni, a cura di Nicola Fontana e Anna Pisetti, edito dalla Soprintendenza per i Beni culturali della Provincia autonoma di Trento. Il libro raccoglie gli atti di un convegno tenutosi a Rovereto il 12 maggio 2016, che danno conto dei risultati di una feconda collaborazione instaurata tra Soprintendenza per i Beni culturali della Provincia autonoma di Trento, Museo Storico Italiano della Guerra di Rovereto e Fondazione Bruno Kessler di Trento per incentivare il riordino, la conoscenza e l’utilizzo dei fondi archivistici relativi alle istituzioni militari del Regno d’Italia e dell’Impero Austro-Ungarico. Progetti e iniziative che hanno preso forma e si sono concretizzati nel contesto delle celebrazioni per il centenario della Prima Guerra Mondiale. (more…)


Dai Pini di Roma ai Cedri di Beirut. I rapporti internazionali tra Italia e Libano, 1943-1958

di Luciano Monzali

Il Libano è stato un qualcosa di vicino e abituale per gli italiani vissuti nell’età della Prima Repubblica. Chi scrive, nato negli anni Sessanta in una Modena governata in maniera pragmatica e paternalistica da un comunismo emiliano piuttosto provinciale e chiuso, conobbe la realtà libanese fin dall’infanzia. I pochi stranieri che vivevano nella mia città negli anni Sessanta e Settanta e con cui io entrai in contatto nell’infanzia erano proprio libanesi emigrati in Italia. Mi ricordo che, ancora bambino, accompagnavo mia madre al forno di quartiere gestito da libanesi, fatto che suscitava commenti e pettegolezzi in molti abitanti autoctoni. Ancora ingenuo e inesperto, rimanevo colpito dalla padronanza della lingua italiana, dalla capacità di integrazione nella società modenese e dall’assimilazione dei nostri usi e costumi da parte degli immigrati libanesi. Poi a partire dalla metà degli anni Settanta i giornali e le televisioni cominciarono a occuparsi intensamente delle tragiche vicende della guerra civile libanese, con un’attenzione particolare, che i mass media italiani, malati di provincialismo occidentalista, riservavano solitamente solo a Paesi come la Francia o la Gran Bretagna. All’epoca non ero consapevole che tutto ciò fosse il prodotto e la conseguenza dell’esistenza di un rapporto di stretta vicinanza politica, economica e culturale fra Italia e Libano, vicinanza che era sorta nel secondo dopoguerra per esplicita volontà dei governi dei due Paesi. (more…)


Donne e inquisizione: tra eresia, emancipazione e controllo sociale

di Paolo Bernardini

​Gli studi di genere – se perdono i contorni aggressivi e auto-referenziali che purtroppo caratterizzano alcuni dei loro esponenti, in Italia meno che nel mondo anglosassone – possono condurre a straordinarie riletture del passato, a farci comprendere “la nostra storia” in maniere inusitate, e, di frequente, illuminanti. Ma non solo a questo servono. Essi rendono spesso un grande servigio allo storico, consentendogli di abbandonare le anguste – e spesso solo strumentali – categorie cronologiche “di scuola”: Medioevo, Età Moderna, Età Contemporanea. E ci permettono agevolmente – gli studi di storia delle donne, in specie – di rileggere e rivalutare profondamente il ruolo, la situazione, la “vita” insomma, in generale, dell’altra metà del cielo: ridando alla donna una centralità che, per tanti motivi, non le si vuole riconoscere nel passato, perché (magari poi) non le venga riconosciuta neanche nel presente. (more…)


Francesco Crispi e l’Italia coloniale. Uno statista leggendario, il mondo che cambia e uno scacchiere diplomatico in fermento

di Paolo Soave

Il rapporto tra Francesco Crispi e il colonialismo italiano è il tema del nuovo saggio di Luciano Monzali: Guerra e diplomazia in Africa orientale. Francesco Crispi, l’Italia liberale e la questione etiopica, Biblioteca di Nuova Rivista Storica, Società Editrice Dante Alighieri, Roma 2020. Il tema è stato precedentemente affrontato da studiosi quali Mondaini, Ciasca, Conti Rossini, Giglio, Zaghi, Mori, Del Boca, Labanca, Taddia, Grassi Orsini, Podestà, Francioni, Natili, e a livello internazionale da Hess, Duggan, Miège, Milza, Caulk, Jonas. Monzali innova l’argomento con uno studio approfondito delle fonti documentarie edite, come quelle italiane, la serie “L’Italia in Africa”, nonché francesi e tedesche. (more…)


L’armata scomparsa. I militari italiani prigionieri della Germania nazista

di Eugenio Di Rienzo

Erodoto narra di interi eserciti smarritisi nei deserti della Libia, e poi svaniti nel nulla. Anche l’Italia però ha avuto la sua armata scomparsa. Dopo l’8 settembre 1943, più di 600.000 soldati italiani vennero catturati, e internati nei campi di concentramento nazisti, da cui poterono fare ritorno solo dopo la fine del conflitto. Di essi, per molto tempo, nessuna traccia significativa è restata nella ricerca storica e nella memoria collettiva.

Solo Sergio Cotta, nel 1994, in un bel libro sulla lotta di liberazione, oggi quasi dimenticato, rammentava il grande contributo che l’esercito italiano fornì alla guerra contro gli occupanti tedeschi. Insieme alle formazioni partigiane, contrastarono valorosamente le forze germaniche centinaia di migliaia uomini, tra reparti del ricostituito Regio Esercito, e interi reggimenti datisi alla guerra per bande nella Penisola Balcanica, sotto comando italiano e vessillo tricolore. (more…)


L’altra storia del Sud. Caro professor Barbero, su Garibaldi e l’unità diciamola tutta…

di Michele Eugenio Di Carlo

Professor Alessandro Barbero, essendo lei uno degli storici medievisti più accreditati, perché non lascia la storia del nostro processo unitario a specialisti già in evidente difficoltà?
In un suo famoso intervento divulgato dal canale YouTube dal titolo “La verità su Garibaldi”, lei tentando di riproporre la figura dell’ “Eroe dei due mondi” dice molte verità. Ma da quelle stesse verità che lei racconta, omettendone altre che le dirò, il personaggio Garibaldi al vaglio attento dello studioso e dello storico, al di là delle “leggende truffaldine”, non esce affatto fortificato come repubblicano, come patriota, come politico. (more…)


La “diplomazia parallela” di Roberto Ducci e la politica estera della Prima Repubblica

di Federico Imperato

Negli ultimi dieci anni la storiografia italiana ha finalmente mostrato una crescente attenzione nei confronti delle biografie e delle carriere del personale diplomatico italiano, di cui si è iniziato ad approfondire il ruolo nel processo di costruzione e di definizione delle scelte di politica estera da parte dei governi di Roma. Questo ha portato alla pubblicazione di inediti, o attraverso ristampe, di molte opere di memorialistica di ambasciatori e di personale diplomatico in generale, invertendo una tendenza che è perdurata fino ai primi anni Duemila: la scarsità di opere di memorialistica diplomatica, pur con le rilevanti eccezioni dei volumi di Egidio Ortona e poi di Adolfo Alessandrini, di Fausto Bacchetti, di Manlio Brosio, di Roberto Ducci, di Luca Pietromarchi, di Alberto Tarchiani e dei due volumi curati da Enrico Serra dal titolo Professione: diplomatico, pubblicati da Franco Angeli rispettivamente nel 1986 e nel 1990. (more…)


La “questione adriatica” prima della “Questione adriatica”. Italia e Serbia alla vigilia della Grande Guerra

di Marcello Rinaldi

Nel panorama delle ultime monografie dedicate alla politica estera italiana, il libro di Fabrizio Rudi Soglie inquiete. L’Italia e la Serbia all’inizio del Novecento (1904-1912), pubblicato da Mimesis Editore, evoca con efficacia, sin dal titolo, l’estrema tensione nella quale la diplomazia europea, nel suo insieme, si trovò ad agire in ciò che, a ragione, può considerarsi una perigliosa fase di obbligata non belligeranza, ossia il decennio che precedette lo scoppio della Grande Guerra. Il riferimento alla soglia, quale dimensione realizzante un consueto processo di risveglio o di «edificazione nazionale», figura in questa sede non soltanto come fattore dalla duplice funzione «simbolica» e «gnostica», ma soprattutto come scaturigine di un altrettanto duplice effetto concreto, ossia di contesa e di compromesso. (more…)