
La "Nuova Rivista Storica" fu fondata nel 1917 da Corrado Barbagallo: era in corso la prima guerra mondiale ed è probabile che quanto avveniva nel nostro paese e in tutta l'Europa sia stato determinante nel condizionarne il programma che fu pensato un po' diverso da quello comune alle altre riviste storiche...
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Storia presente
EUGENIO DI RIENZO, “Una Polonia del Mediterraneo”. Il Regno delle Due Sicilie e le Potenze Europee 1830-1856 (pag. 729) (Abstract)
Saggi
FRANCESCO FILOTICO, Reinhard Wenskus e il concetto di etnicità nell’età delle invasioni barbariche (pag. 787) (Abstract)
FERDINAND OPLL, Sub dominio domini. Zur Wahrnehmung von Herrschaft in der frühstaufischen Lombardei (pag. 827) (Abstract)
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di Alessandro Guerra
Può la controrivoluzione avere una storia? Evidentemente, per Jean-Clement Martin la domanda che apre l’introduzione del Dictionnaire de la contre-révolution XVIIIe-XXe siècle da lui curato (Paris, Perrin, 2011) ha un valore del tutto retorico, avendo quella storia assorbito un lungo tratto della sua vita di studioso. Per l’ancien directeur dell‘Institut d’histoire de la Révolution française la controrivoluzione ha una storia precisa con «forme, azioni e protagonisti» storicamente individuabili non solo in Francia, ma nell’intero panorama europeo come ha mostrato nelle sue importanti ricerche del passato. Una storia che trova necessariamente nella Rivoluzione francese il suo punto di svolta, ma non si esaurisce in una reazione ad essa.
[Continua a leggere]di Paolo Mieli
Fin da quando salì al trono nel novembre del 1830, Ferdinando II concepì la presenza del Regno delle Due Sicilie sullo scacchiere europeo come quella di un’entità politica in crescita. Benedetto Croce, nella Storia del Regno di Napoli (Adelphi) notava che, nelle intenzioni di Ferdinando II, il regno doveva essere un organismo politico «nelle cui faccende nessun altro Stato avesse da immischiarsi, tale da non dar noia agli altri e da non permetterne per sé». Così, proseguiva Croce, il figlio di Francesco I «guardingo e abile si avvicinò alla Francia, si liberò della tutela dell’Austria, che aveva sorretto e insieme sfruttato la monarchia napoletana, e mantenne sempre contegno non servile verso l’Inghilterra che era stata la protettrice e dominatrice della sua dinastia nel ventennio della Rivoluzione e dell’Impero».
[Continua a leggere]Le schede del presente Bollettino sono state curate dai membri dalla Redazione con il contributo di alcuni collaboratori esterni. Gli autori delle schede sono: Umberto Accomanno, Roberto Bellosta, Francesco Celluprica, Eugenio Di Rienzo, Simone Finotti, Massimo Freri, Emilio Gin, Mario Francesco Leonardi, Liliana Martinelli, Roberto Perelli Cippo, Gigliola Soldi Rondinini, Lucio Valent, Simone Vezzoli. Le schede non siglate sono da intendere come lavoro collettivo di redazione.
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