Southern Chinese Converts to the Learning of Antiquity in the Mongol Yuan Dynasty
Convertiti cinesi meridionali e lo studio dell’antichità sotto la dinastia Yuan mongola
Author: Chentong Lu
Affiliation: School of Humanities, Southwest Jiaotong University, Chengdu, China
Nuova rivista storica 2026, 110(3), 539-570 https://doi.org/10.32604/nrs.2026.082578
Received: 18 March 2026; Accepted: 13 May 2026
Abstract
Con l’affermarsi del neoconfucianesimo come ortodossia di stato, la cultura premoderna degli intellettuali cinesi fu caratterizzata da un cambio di paradigma, passando da una ricerca culturalista a una più moralistica. I Mongoli adottarono gli insegnamenti neoconfuciani dei Quattro Libri come fulcro del sistema degli esami per l’accesso all’amministrazione civile, perpetuandone così il predominio nella cultura d’élite della Cina tardoimperiale. Tuttavia, la Cina meridionale, conquistata per la prima volta nella storia imperiale da un popolo non Han, fu testimone di una controcorrente: un ritorno a una prospettiva culturale più ampia, che passava da una semplificazione dei Quattro Libri a un apprendimento completo di diversi campi ritenuti pratici per gli affari di stato. Questa versione alternativa degli insegnamenti confuciani, in linea con il pluralismo e il pragmatismo mongoli e sostenuta dalla società locale, offrì ai meridionali—altrimenti discriminati sotto
il dominio mongolo—l’opportunità di intraprendere carriere ufficiali o professionali. Questo articolo esamina la conversione dall’ortodossia neoconfuciana alla conoscenza dell’antichità nella parte sud-orientale dell’impero mongolo, una transizione trascurata dalla storiografia esistente, e illustra le prime critiche formulate all’ortodossia neoconfuciana.
Abstract
A paradigm shift from culturalist pursuits to moralist cultivation characterized premodern Chinese literati culture with the establishment of Neo-Confucianism as state orthodoxy. The Mongols adopted the Neo-Confucian learning of the Four Books as the core of the civil examination system, thereby perpetuating its dominance in late imperial Chinese elite culture. However, South China, which was conquered by non-Han ethnicity for the first time in imperial history, witnessed a countercurrent—a shift from the moralist focus back to a broader cultural one, and from the simplified Four Books to a comprehensive learning of various fields considered practical for state affairs. This alternative version of Confucian learning, which aligned with the Mongols’ pluralism and pragmatism and was supported by local society, provided opportunities for southerners—who were otherwise discriminated against under Mongol rule—to pursue official or professional careers. This article examines the conversion from Neo-Confucian orthodoxy to the Learning of Antiquity in the southeastern part of the Mongol empire, a transition neglected in existing scholarship, and unfolds early criticisms against Neo-Confucian orthodoxy.
KEYWORDS
Mongol Yuan, South China, Man of letters, Civil examination, Neo-Confucianism
