Study on the Establishment of Diplomatic Relations between China and Peru, 1971-1972

Studio sull’instaurazione delle relazioni diplomatiche tra Cina e Perù, 1971–1972

Author: Kun Zhang

Affiliation: College of Liberal Arts, Shanghai University, Shanghai, China

Nuova rivista storica 2026, 110(3), 777-800 https://doi.org/10.32604/nrs.2026.080145

(This article belongs to the Special Issue: Ideology, Realpolitik, and Historical Memory: China’s Principles and Practices in Establishing Diplomatic Relations with non-Socialist Countries during the Cold War, 1949-1972)

Received: 03 February 2026; Accepted: 23 July 2026

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Abstract

La normalizzazione diplomatica sino-peruviana è compresa al meglio come un processo di accomodamento reciproco, piuttosto che come conseguenza inevitanea di un’affinità ideologica o del riavvicinamento sino-americano. Il riconoscimento diplomatico emerse attraverso la graduale convergenza tra la ricerca cinese di un più ampio riconoscimento internazionale e la ricerca peruviana di una maggiore autonomia nazionale, poiché entrambi i governi accolsero reciprocamente i rispettivi interessi strategici fondamentali riguardanti la questione della rappresentanza cinese alle Nazioni Unite, la rivendicazione peruviana delle 200 miglia nautiche di mare territoriale e i successivi negoziati sul commercio e sulla questione di Taiwan. Il processo di normalizzazione rivela inoltre un’importante trasformazione nella diplomazia cinese verso l’America Latina, dimostrando la crescente disponibilità di Pechino a impegnarsi pragmaticamente con governi nazionalisti oltre i confini ideologici, mantenendo al contempo un fermo impegno verso la sovranità e il principio di Unica Cina. Più che servire come un modello diretto per la successiva espansione diplomatica della Cina in America Latina, il caso peruviano rappresentò una manifestazione precoce del crescente impegno cinese con il mondo in via di sviluppo politicamente diversificato, rivelando come la cooperazione pragmatica, delimitata da impegni di principio verso la sovranità, sia diventata una caratteristica sempre più importante della diplomazia cinese verso il Terzo Mondo durante la Guerra Fredda globale.

PAROLE CHIAVE

Cina, Zona economica esclusiva delle 200 miglia nautiche, Rappresentanza all’ONU, Juan Velasco, Taiwan

 

Abstract

Sino-Peruvian diplomatic normalization is best understood as a process of reciprocal accommodation rather than as the inevitable consequence of ideological affinity or Sino-American rapprochement. Diplomatic recognition emerged through the gradual convergence of China’s search for broader international recognition and Peru’s pursuit of greater national autonomy, as both governments accommodated each other’s core strategic interests surrounding the question of China’s representation in the United Nations, Peru’s 200-nautical-mile maritime claim, and the subsequent negotiations over trade and the Taiwan issue. The normalization process further reveals an important transformation in China’s diplomacy toward Latin America, demonstrating Beijing’s growing willingness to engage pragmatically with nationalist governments beyond ideological boundaries while maintaining firm commitments to sovereignty and the One China principle. Rather than serving as a direct blueprint for China’s subsequent diplomatic expansion in Latin America, the Peruvian case represented an early manifestation of China’s evolving engagement with the politically diverse developing world, revealing how pragmatic cooperation, bounded by principled commitments to sovereignty, became an increasingly important characteristic of China’s Third World diplomacy during the Global Cold War.

KEYWORDS

China, 200-nautical-mile exclusive economic zone, UN representation, Juan Velasco, Taiwan