Illustrazione tratta da opera di Giacomo Balla

Le Carte, le Armi e la Storia. La memoria del mondo militare alla luce delle fonti archivistiche

di Eugenio Di Rienzo

Un dialogo serrato e brillante tra Storia e Archivistica, due discipline che da sempre procedono di conserva. Su questa base, robusta e produttiva, è impostato il recente volume Archivi militari tra Ottocento e Novecento. Ricognizioni e acquisizioni, a cura di Nicola Fontana e Anna Pisetti, edito dalla Soprintendenza per i Beni culturali della Provincia autonoma di Trento. Il libro raccoglie gli atti di un convegno tenutosi a Rovereto il 12 maggio 2016, che danno conto dei risultati di una feconda collaborazione instaurata tra Soprintendenza per i Beni culturali della Provincia autonoma di Trento, Museo Storico Italiano della Guerra di Rovereto e Fondazione Bruno Kessler di Trento per incentivare il riordino, la conoscenza e l’utilizzo dei fondi archivistici relativi alle istituzioni militari del Regno d’Italia e dell’Impero Austro-Ungarico. Progetti e iniziative che hanno preso forma e si sono concretizzati nel contesto delle celebrazioni per il centenario della Prima Guerra Mondiale.

Il pregio di Archivi militari appare duplice. Non soltanto questo libro è il frutto di una fertile cooperazione interdisciplinare, ma apre verso ampie prospettive sovraregionali. Lo scopo, dichiaratamente, è mettere a confronto ambiti territoriali diversi, complesse realtà plurali della produzione documentaria ed esperienze composite di riordino e valorizzazione delle fonti cartacee. Alla conoscenza e competenza sulla storiografia militare (che dalle indagini d’avanguardia di Piero Pieri giunge sino all’attualità) si associa la dimestichezza, talora un po’ arcigna ma sempre esigente, con le rigorose regole della descrizione documentaria. Protagonista di questa impresa, laboriosa e a suo modo avvincente, è un gruppo di agguerriti archivisti e studiosi.

Un primo gruppo di saggi è focalizzato sul tema della giustizia militare. Marco Mondini esamina l’amministrazione della giustizia (una “giustizia straordinaria, in assenza di qualsiasi procedura regolamentata, e infine perlopiù sommaria”, come peraltro già noto) nei tribunali militari del Regno d’Italia nel tragico corso degli eventi della Grande Guerra. Segue quindi il testo di Francesca Brunet e Nicola Zini, che dà ragionatamente conto in merito al riordino e inventariazione delle carte dei tribunali militari trentini in età austro-ungarica (1871-1918) custodite all’Archivio di Stato di Trento: “una pluralità di fondi diversi ma tra loro strettamente legati”. Più oltre Nicola Fontana e Mirko Saltori illustrano di pari passo la documentazione del Tribunale militare territoriale di Trento reperibile all’Archivio di Stato di Verona, molto promettente ai fini d’indagini più complesse e approfondite nell’ambito dello studio della società non solo trentina durante il “cosiddetto ʻrebaltònʼ, termine col quale si intende l’ultima, terremotata fase del primo conflitto mondiale” e nel periodo susseguente alla conclusione della guerra (1918-1924).

Dedicato all’archivio viennese dell’Ufficio di sorveglianza di guerra (Kriegsüberwachungsamt), l’“organismo centrale di controllo e smistamento di tutte le informazioni relative all’applicazione delle misure eccezionali emanate per far fronte al conflitto”, è invece il contributo di Alessandro Livio, che disvela il grande interesse di questo ingente materiale per le ricerche sulle strategie di controllo e repressione messe in campo dalle autorità centrali della Monarchia asburgica nella fase iniziale della Grande Guerra. Specularmente e sincronicamente, in qualche misura, il saggio di Filippo Cappellano si concentra sui carteggi e rapporti del Servizio informazioni del R. Esercito che, per il periodo dal 1872 al 1915, attestano “l’intensa preparazione svolta dello Stato Maggiore italiano per il caso di un conflitto contro il rivale tradizionale dell’Italia fin dai tempi risorgimentali”, vale a dire, naturalmente, contro l’Austria.

L’attenzione di altri due contributi è rivolta agli archivi delle direzioni del Genio militare: più precisamente, quello veneziano con riferimento agli anni dal 1814 al 1866, studiato da Monica Del Rio sfidando “la lingua – il tedesco – e la grafia ostile – la Kurrentschrift”, e quelli, “ampi e articolati”, prodotti nel Tirolo meridionale dal primo Ottocento fino al 1918, che sono l’argomento del testo di Nicola Fontana, degno di nota anche per l’excursus in chiave di storia istituzionale.

A suggello del volume, l’itinerario storico-archivistico approda nel Trentino, terra di confine, complessa e non di rado ambigua, mai scontata nelle sue peculiarità. Così Armando Tomasi relaziona sulle attività compiute durante un decennio a cura dell’Archivio provinciale di Trento allo scopo d’individuare, descrivere e riprodurre il patrimonio documentario d’interesse militare presente all’Archivio di Stato di Trento, al Kriegsarchiv di Vienna e all’Istituto storico e di cultura dell’Arma del Genio di Roma. Rocciosa è la consapevolezza che un’“esperienza maturata in molti anni di attività” permette di “affinare metodologie e tecniche operative adeguate”.

Nella sua plurale complessità, quindi, Archivi militari è un libro che, pur indirizzandosi prioritariamente agli specialisti e agli ‘addetti ai lavori’, fornisce un utilissimo strumento per chiunque voglia accostarsi la prima volta a un patrimonio documentario smisurato, composito e difficile, e un prezioso stimolo per quanti siano disposti ad affrontare la sfida di nuovi ambiti di ricerca e a porsi incessantemente interrogativi sul magmatico, e talvolta sfuggente, così sfaccettato e intrigante mondo del “Militare”.

(Pubblicato il 3 aprile 2020 © «Corriere della Sera» – La nostra storia)

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