Illustrazione tratta da opera di Giacomo Balla

Napoli ricorda Galasso con un Premio a un anno dalla morte

di Aurelio Musi

Un anno fa ci lasciava Giuseppe Galasso, il maestro, lo storico di straordinaria intelligenza, l’intellettuale impegnato nella vita civile e politica napoletana e nazionale, l’autore di decine di volumi, che sapevano unire il rigore della ricerca alla chiarezza del linguaggio e della comunicazione per il grande pubblico, l’onnivoro e curiosissimo lettore.

A giudicare dalla moltiplicazione delle iniziative per ricordare una vera eccellenza napoletana, Galasso è vivo e presente a dispetto della sua scomparsa. Lo è anche con la sua personalità vigorosa e serena quale emerge dalle foto pubblicate in appendice al volume Giuseppe Galasso storico e maestro, a cura di Eugenio Di Rienzo, edito da Società Editrice Dante Alighieri Biblioteca di Nuova Rivista Storica: istantanee della terza età del professore, scelte dalla figlia Giulia, che lo ritraggono rilassato, sorridente, ma anche dubbioso, riflessivo, persino consapevole della dimensione tragica della storia. Il solare amore per la vita e la sua contagiosa comunicazione a tutte le persone che si accostavano a lui si riflettono in quelle foto.

Il libro citato contiene vari saggi dedicati sia all’opera dello storico sia al suo rapporto con la storiografia italiana del Novecento. Di particolare interesse i contributi su aspetti della biografia politica di Croce, sull’incontro/confronto teorico e politico di Galasso col Partito comunista italiano, sulla “questione longobarda”, sui rapporti tra Galasso e Gioacchino Volpe, sulla rottura dell’assetto istituzionale interno e internazionale provocato dalla Grande Guerra, sul ruolo dell’area balcanica nello spazio europeo e mediterraneo: tutti temi che hanno attirato, soprattutto nell’ultima fase della sua vita, l’attenzione dello storico.

“Ragione e passione storica” è intitolata l’ultima sua intervista rilasciata all’autore di questo articolo e pubblicata nel volume. Qui Galasso ripercorre la sua biografia umana, oltre che la sua attività storiografica, la formazione intellettuale e politica, la stella polare che ha guidato i suoi orientamenti. Il lettore viene soprattutto colpito dalle umili origini del professore, figlio di un artigiano del legno a Montesanto; dalle difficili condizioni economiche dell’infanzia; dai tanti mestieri svolti dall’adolescente negli anni della guerra; dalla caparbia costruzione di una biblioteca passata dai 300 libri del dopoguerra ai 50mila degli anni più recenti; dalla precoce scelta politica, all’età di sedici anni, di una terza via laica e democratica con l’iscrizione al Partito repubblicano; dalla coerenza di questa scelta mantenuta fino alla conclusione della sua esistenza. In una delle ultime battute dell’intervista, ripensando alle motivazioni che lo avevano spinto ad iscriversi al Pri, Galasso mi disse: ” Noi giovani amici avevamo un’idea generica che si dovesse andare a sinistra ” . Esclusi comunismo, identificato con la dittatura, e il Partito socialista, alleato del Pci, continuava lo storico, “fu quasi naturale la scelta del Pri. Per me sinistra significava politica popolare nel senso di essere volta sempre a favorire i più piccoli e deboli”.

Due le iniziative organizzate tra oggi e domani. La prima si svolge all’Istituto di Studi Filosofici (via Monte di Dio) alle ore 18. Luigi Mascilli Migliorini parlerà di Giuseppe Galasso a un anno dalla scomparsa.

Il secondo appuntamento è per domani alle 15,30 presso la Società Napoletana di Storia Patria al Maschio Angioino. Sarà proclamato il vincitore della prima edizione del “Premio Giuseppe Galasso”, attribuito dalla giuria formata da David Abulafia, Maurice Aymard, Renata De Lorenzo, Guido Pescosolido, Giovanni Vitolo. Il premio, bandito dalla Società di Storia Patria e inserito tra le iniziative dell’Anno Europeo della Cultura 2018, ha visto la partecipazione di oltre cinquanta storici di varie generazioni che hanno presentato volumi di alto profilo scientifico su temi cari all’attività storiografica di Galasso. Nell’occasione il sindaco di Napoli e l’assessore alla Cultura procederanno all’intitolazione della sala delle conferenze della Società a Giuseppe Galasso, che ne è stato presidente dal 1980 al 2010 e presidente onorario dal 2016 al 2018.

(Pubblicato il 7 febbraio 2019 © «La Repubblica» – Napoli)

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