Illustrazione tratta da opera di Giacomo Balla

Archive for the ‘Galleria’ Category

Brigantaggio prima guerra civile italiana

C’è una terza via fra la vulgata neoborbonica e la tesi neo-sabaudista?
Uno storico “militante” dà una risposta interessante


di Aurelio Musi

È possibile percorrere una terza via fra la vulgata neoborbonica e quella neo-sabaudista nella visione del brigantaggio meridionale? Cerca di indicare una risposta a questa domanda il recente volume di Eugenio Di Rienzo, Il brigantaggio postunitario come problema storiografico, pubblicato da un editore della provincia meridionale, Vincenzo D’Amico, editore a Nocera Superiore, giovane ma già affermatosi con titoli importanti di storia e letteratura. L’autore, direttore di “Nuova Rivista Storica”, professore alla Sapienza e storiografo militante, per così dire, ha al suo attivo numerose opere non convenzionali sulla storia del Mezzogiorno, tese a rivedere orientamenti tradizionali. (more…)


Tragedie e vaccini. L’Inghilterra nell’Italia dei Lumi tra Shakespeare e Jenner

di Paolo Luca Bernardini

Straordinario e pieno di sentieri interrotti e ramificazioni inattese il percorso dell’anglomania nell’Italia del Settecento. Arturo Graf, letterato geniale ed ombroso, ne delineò una prima rassegna – rimasta fondamentale – nel 1911, nel suo Anglomania, appunto. Nel 2019, il terzo centenario della nascita di Giuseppe Baretti – che nacque a Torino, la città della maturità di Graf, il 24 aprile 1719 – ha dato vita a pubblicazioni e congressi in diverse prestigiose sedi, e indubbiamente Baretti fu al centro del rapporto culturale, biunivoco, costante ed intenso, che il Regno Unito (dal 1707, quando la Scozia nolens volens vi entra), ebbe con la cultura italiana: una cultura vivacissima in ogni Stato nel frammentario mosaico dell’Antico Regime, in quel “Settecento riformatore” – e ricordare un Maestro qual fu Franco Venturi sempre giova — modello di civiltà e moderazione. (more…)


Il brigantaggio post-unitario come problema storiografico

di Emilio Gin

Facendo perno sull’esame dell’opuscolo, Analisi politica del brigantaggio attuale nell’Italia meridionale (pubblicato, nel 1865, dal capitano del disciolto esercito borbonico, Tommaso Cava de Gueva e riesumato da Leonardo Sciascia nel 1968) e su altri documenti pressoché inediti, Eugenio Di Rienzo nel volume, Il brigantaggio post-unitario come problema storiografico (D’Amico Editore) presenta il problema dell’insorgenza meridionale contro il neonato Stato italiano non unicamente come reazione del patriottismo napoletano alla caduta del Regno delle Due Sicilie «che non si dissolse per un moto interno, ma che venneabbattuto da un urto esterno sia pure dall’urto di una forza italiana» (Benedetto Croce). Reazione nella quale confluirono sicuramente elementi del banditismo rurale, ma soprattutto masse contadine, ceto civile, reduci dell’esercito di Francesco II, militanti del partito liberale antiunitario napoletano, foreign fighters dell’internazionale legittimista e persino numerosi garibaldini delusi. (more…)


Parigi 1919. Una vittoria mutilata

di Marco Valle

La discussa e discutibile visita del presidente Mattarella lo scorso luglio a Trieste culminata con lo strambo omaggio ai quattro terroristi slavi del Tigr — fucilati nel 1930 dopo una scia di sanguinosi attentati contro obiettivi civili italiani — e le commemorazioni più o meno felici dell’impresa dannunziana di Fiume hanno fugacemente riportato l’attenzione sulle intricate vicende del confine orientale d’Italia.  Come al solito i media ci hanno afflitto con narrazioni superficiali quando non fuorvianti, riducendo la questione adriatica in schematismi talvolta nostalgici e retorici o troppo spesso incredibilmente auto colpevolizzanti. Risultato: la tragedia novecentesca delle terre istriane e dalmate rimane il terreno di scontro per opposte tifoserie tra struggimenti per la piccola patria perduta o insopportabili negazionismi. (more…)


Briganti sul continente e picciotti in Sicilia. Alcune domande sull’Unità d’Italia a partire da Leonardo Sciascia

di Dino Messina

Con geniale intuito da outsider Leonardo Sciascia nel 1968 faceva fare un salto di qualità alla discussione su uno dei temi cruciali della nostra storia, nel saggio “Brigantaggio napoletano e mafia siciliana”. Sciascia prendeva le mosse da un libretto pubblicato nel 1865 da un ufficiale del disciolto esercito borbonico, Tommaso Cava De Gueva, per sostenere che era davvero sbagliato ridurre le insorgenze antiunitarie scoppiate già nel 1861 a puro fenomeno criminale. Difficile distinguere, sosteneva lo scrittore siciliano, “in Carmine Crocco, e in altri della stessa specie, il sentimento legittimista dalla vocazione a delinquere. Lo sguardo meditativo che il Cava invocava non poteva essere, infatti, che quello di uno storico…”. (more…)


La politica dei briganti. Il conflitto esploso nel Sud dopo il 1860 fu una guerra civile tra meridionali

Un saggio di Eugenio Di Rienzo, pubblicato dall’editore D’Amico, analizza le varie interpretazioni di una lotta sanguinosa che ebbe diverse componenti non può essere letta seguendo schemi ideologici infondati e strumentali


di Paolo Mieli

Nell’estate del 1936 andò in scena a Roma, al Teatro Eliseo, il Fra Diavolo di Luigi Bonelli e Giuseppe Romualdi. Sui giornali dell’epoca i critici teatrali si mostrarono entusiasti sia della messinscena che del contenuto dell’opera di Bonelli e Romualdi. Piacque molto la storia di Michele Pezza (1771-1806) che, alla testa di un’armata raccogliticcia, aveva dato del filo da torcere ai soldati francesi nell’epoca di Napoleone e aveva affascinato persino Victor Hugo. Un bandito — scrissero i giornali — «ardimentoso e tenero», «innamorato della sua terra», quasi «un eroe nazionale», «odiatore degli stranieri», «sempre pronto all’appello del suo re». Benedetto Croce, nel leggere quelle recensioni, perse le staffe e dettò di getto per «La Critica» un articolo pieno di asprezza. «Che cosa è mai questo affetto pei briganti?», domandò. «Scrittori di storie», aggiunse sdegnato, «salutano in essi — del 1799, del 1806-15, del 1860-62 — gli schietti rappresentanti del nobile sentimento nazionale contro i patrioti e liberali che s’erano appoggiati ai francesi e magari ai “piemontesi”». (more…)


La battaglia liberale di Benedetto Croce e Giovanni Laterza

di Eugenio Di Rienzo

Il sogno ricorrente di tutti i grandi intellettuali (da Erasmo a Voltaire) di avere a disposizione una casa editrice in grado di diffondere le proprie idee, sfuggendo ai condizionamenti del mercato librario, si avverava in Italia, all’inizio del Novecento, con il rapporto privilegiato che legò Croce all’editore Giovanni Laterza, testimoniato dal ricchissimo carteggio degli anni 1901-1943, pubblicato, per la cura Antonella Pompilio. Rapporto che ora viene rivisitato nel limpido saggio di Fabio Fernando Rizi: “Coraggio nel presente e fiducia nell’avvenire” Politica e cultura sotto il fascismo nel carteggio tra Benedetto Croce e Giovanni Laterza dal 1925 al 1943 (Franco Cesati Editore, 2020). (more…)


Un papa “malvagio”, un papa “clemente”. La tragedia dei Carafa vista con gli occhi di un cronista ebreo del Cinquecento

di Paolo L. Bernardini

Il breve pontificato di Paolo IV rappresenta, da sempre, terreno di appassionata indagine per storici d’ogni tendenza. Si consumano, nell’immane tragedia di una “ecclesia triumphans” che sogno per alcuni si tramuta in incubo per molti altri, una quantità di tragedie minori, ma non per questo meno truculente, da ispirare (potenzialmente) uno Shakespeare o ancor più un Marlowe, un “teatro della crudeltà” che vede al suo centro una Roma dilaniata e immiserita, dove al dramma dell’arroganza del potere s’aggiunge – disgrazia naturale, almeno in parte (di chi era il compito di preservare gli argini e curarli?) – la piena di un Tevere impazzito, che per giorni manda le sue impure acque a lambire perfino San Pietro. Da questi anni di torbidi e assassinii – del resto – la letteratura non poté non trarre ispirazione, perfino secoli dopo: Stendhal, nel 1838, pubblicò La Duchessa di Paliano, ove si narra della triste, truculenta sorte toccata a Violante Diaz, moglie (incinta di sette mesi all’epoca del fatto) di Giovanni Carafa, cui lo zio Gian Pietro, Paolo IV, subito dopo l’ascesa al soglio di Pietro, nel 1555, aveva conferito il titolo di Duca di Paliano. Pare fosse divenuta amante di Marcello Capece, anch’egli fatto uccidere dai Carafa. Stendhal – ma era espediente letterario tipico del tempo – disse d’aver tratto ispirazione da un manoscritto coevo agli eventi. Può darsi. (more…)


I Foreign Fighters cattolici alla difesa del Papa Re. Una storia dimenticata

di Lorenzo Terzi

La storia degli zuavi pontifici, estremi difensori del principio del potere temporale dei papi, è stata oggetto di pochi studi, che ne hanno ricostruito le vicende in maniera per lo più sommaria. Pressoché nulla, poi, è stata la trasposizione della loro sfortunata epopea nelle opere dell’immaginario: un’eccezione, molto parziale, è costituita dal film “In nome del Papa Re”, di Luigi Magni, con protagonista un grande Nino Manfredi.

Eppure le gesta di questi soldati – in gran parte francesi, belgi e olandesi – accorsi a Roma per sostenere Pio IX offrirebbe più di uno spunto romanzesco. Lo dimostra un recente, corposo volume a essi dedicato, opera di Francesco Maurizio Di Giovine: Gli zuavi pontifici e i loro nemici, pubblicato quest’anno da Solfanelli, che si avvale di un’introduzione di Don Sisto Enrico di Borbone. (more…)


Roberto Gaja, console in Libia. Dal Nizza Cavalleria alla missione diplomatica nell’Italia repubblicana

Un volume di Luciano Monzali racconta il valore del suo impegno nelle relazioni tra i due Paesi


di Francesco Semprini

Quando nell’agosto del 1949 arrivò a Tripoli come rappresentante del governo italiano, non era la prima volta che Roberto Gaja metteva piede in Libia, in questo caso, al posto dell’uniforme militare, indossava la divisa diplomatica, quella di console della neonata Repubblica italiana. La sua esperienza si rivela un passaggio chiave nella storia delle relazioni tra i due Paesi, così come narra il volume di Luciano Monzali, Roberto Gaja console in Libia, 1949-1952 (223 pagg.), pubblicato per la collana «Minima Storiografica», presso la Società editrice Dante Alighieri, diretta da Eugenio Di Rienzo. (more…)