Illustrazione tratta da opera di Giacomo Balla

Archive for the ‘Galleria’ Category

Cairo 1921: cento anni fa la conferenza britannica che plasmò il Medio Oriente

di Roberto Motta Sosa

L’occasione per ricordare il centenario della Conferenza britannica sul Medio Oriente tenutasi dal 12 al 30 marzo 1921 al Cairo sotto la presidenza di Winston Spencer-Churchill, in qualità di Segretario alle Colonie nel governo del liberale David Lloyd George, viene offerta oltre che dal richiamo all’odierna situazione mediorientale anche dal volume di C. Brad Faught Cairo 1921. Ten Days that Made the Middle East, pubblicato dalla Yale University, la cui uscita è prevista nel 2022. Come già sosteneva Christopher Catherwood: “Non è esagerato affermare che furono gli esperti riuniti nell’elegante Semiramis Hotel del Cairo […] a ridisegnare l’odierna mappa del Medio Oriente”. La missione affidata dal Primo Ministro Lloyd George a Churchill era semplice: consolidare una “Dottrina Monroe” britannica sulla regione mediorientale con il minore dispendio di risorse finanziarie possibile. Per adempiere a tale incarico Churchill si avvalse, tra gli altri, di due esperti: il tenente colonnello Thomas Edward Lawrence (il famoso “Lawrence d’Arabia” che dal 1916 al 1918 aveva guidato la Rivolta Araba contro i turchi-ottomani) e l’archeologa Gertrude Bell. Entrambi erano (stati) agenti dell’intelligence britannica in Medio Oriente durante il conflitto mondiale e fu soprattutto dietro loro consiglio che i governi dell’Emirato di Transgiordania e dell’Iraq, vennero affidati, rispettivamente, agli emiri ‘Abdallah e Faysal, figli di Husayn ibn ‘Ali al-Hashimi, Custode – in quanto discendente dal Profeta Maometto – delle due città sante di Medina e La Mecca. (more…)


Tra Pearl Harbor e Salò. La strana alleanza tra l’Italia e il Giappone

di Marco Valle

L’ottantesimo anniversario dell’attacco giapponese a Pearl Harbor nel 7 dicembre 1941 con lo scatenamento – casuale, indotto, voluto, provocato? – della guerra del Pacifico poco o pochissimo ha arricchito la vastissima documentazione. Con qualche eccezione, come il solido lavoro di Tommaso de Brabant, giovane ma già promettente ricercatore, sul fitto quanto controverso intreccio politico-diplomatico tra Tokyo e Roma (e poi Salò).

La lupa e il Sol Levante (Passaggio al bosco, Firenze) ripercorre con agile scrittura e ottime fonti l‘incontro/confronto tra due ambiziose medie potenze durante le tempeste del Novecento. Un rapporto, al netto delle retoriche propagandistiche (più italiane che nipponiche), sempre sferragliante sui binari della real politik, quel realismo politico in ogni epoca e tempo avvicina o distanzia gli Stati a seconda delle loro convenienze e interessi. Il dialogo italo-giapponese non fece eccezione. (more…)


Book Review: Corte britannica e stati italiani: Rapporti politici, diplomatici e culturali (1685– 1688), by Alessandro Cont

by Toby Osborne

While historians of 1688 have written of the Glorious Revolution as an Anglo-Dutch moment, contextualised in a global context, what of its more specifically Anglo-Italian dimension, established largely by James II’s second marriage, in 1673, to Mary of Modena, and the short-lived resumption of diplomatic ties with the papacy after 1685? To date, there have been few studies that have given this theme much attention, and Mary of Modena’s influence at the Stuart court has accordingly been underplayed. This slim volume seeks to address this gap and in doing so adds a further dimension to our understanding of the culture and politics of late Stuart England in its international setting, and indeed of the importance of the Stuart court to the powers of Italy at the time. (more…)


Eugenio Di Rienzo, esegeta di Benedetto Croce e Gioacchino Volpe

di Armando Pepe

Per deontologia professionale quando si scrive una recensione si dovrebbe prescindere dal fare complimenti, ma è impossibile non farli leggendo il nuovo libro di Eugenio Di Rienzo, dal titolo “La storia ci unisce e la realtà politica ci divide, un poco”. Lettere di Gioacchino Volpe a Benedetto Croce (1900-1927), edito dalla Società Editrice Dante Alighieri. È una precisa ed informata curatela di un carteggio tra intellettuali di prima grandezza, preceduta da un ampio e davvero molto pregnante saggio introduttivo. Nonostante la lunghezza di 188 pagine, il testo si legge con facilità, anzi con trasporto per vedere come vanno a finire le cose tra i due protagonisti, divisi definitivamente da una questione privata, cioè di visione e adesione politica: la stima originaria di Croce per Volpe si trasformò dapprima in mancanza di considerazione e poi deflagrò in sottile ironia. Eugenio Di Rienzo si muove nella storia della storiografia con perizia non comune, facendo rivivere le passioni comuni, le piste di ricerca intuite e portate a termine con pervicacia, le numerose letture, basi per future recensioni. (more…)


La Storia del Mezzogiorno spiegata agli studenti milanesi da Aurelio Musi

di Dino Messina

E’ stata una prima volta, destinata ad avere un seguito, visto il successo. Si è appena concluso all’Università Statale di Milano il corso di storia del Mezzogiorno tenuto da Aurelio Musi: sessanta ore di lezioni per sessanta studenti del biennio magistrale del corso di laurea in Storia. A prendere l’iniziativa è stato il direttore del dipartimento di Studi Storici dell’ateneo milanese, Antonino De Francesco, autore fra tanti saggi, di una raffinata storia del pregiudizio antimeridionale, “La palla al piede”, uscita nel 2012 da Feltrinelli. (more…)


A Letter on Justice and Open Debate

Our cultural institutions are facing a moment of trial. Powerful protests for racial and social justice are leading to overdue demands for police reform, along with wider calls for greater equality and inclusion across our society, not least in higher education, journalism, philanthropy, and the arts. But this needed reckoning has also intensified a new set of moral attitudes and political commitments that tend to weaken our norms of open debate and toleration of differences in favor of ideological conformity. As we applaud the first development, we also raise our voices against the second. The forces of illiberalism are gaining strength throughout the world and have a powerful ally in Donald Trump, who represents a real threat to democracy. But resistance must not be allowed to harden into its own brand of dogma or coercion—which right-wing demagogues are already exploiting. The democratic inclusion we want can be achieved only if we speak out against the intolerant climate that has set in on all sides. (more…)


Gioacchino Volpe e Benedetto Croce. Amici per la storia e avversari per la politica

di Gerardo Nicolosi

“La storia ci unisce e la realtà politica ci divide, un poco”. Lettere di Gioacchino Volpe a Benedetto Croce 1900-1927 che compare nella collana Minima Storiografica. Piccola Biblioteca di “Nuova Rivista Storica”, edita dalla Società Editrice Dante Alighieri (acquistabile anche sul sito dell’editore), è il titolo del volume curato da Eugenio Di Rienzo che raccoglie più di ottanta lettere che testimoniano la vicinanza scientifica e la stima umana che legarono per anni due tra i più grandi intellettuali italiani del «Secolo breve». Come si legge nella densa introduzione al volume, si trattò di un’amicizia che però non resse alla prova della politica, quando, dopo il 1925, Croce e Volpe si ritrovarono sugli opposti lidi dell’antifascismo e del fascismo.

Anche nella temperie della Grande Guerra, l’interventista Volpe aveva scritto al neutralista Croce di una realtà politica che li stava dividendo, mentre l’amore per la storia li teneva uniti, ma dopo il delitto Matteotti la frattura diventava insanabile. Come lo stesso Di Rienzo ha ricostruito nel suo recente Benedetto Croce. Gli anni del fascismo (Rubbettino, 2021) dopo aver votato la fiducia al governo Mussolini durante la crisi parlamentare susseguente l’omicidio Matteotti, il filosofo passò decisamente all’opposizione, diventando da quel momento il punto di riferimento per tutto l’antifascismo italiano. Al contrario, Volpe ebbe un percorso tutto interno al regime, svolgendo un importante ruolo intellettuale e rimanendo sicuramente fedele ad esso, e molto spesso non perfettamente allineato con le direttive di Palazzo Venezia soprattutto dopo il 1941. (more…)


Un “militia diplomat” italiano alla Corte di Caterina II e l’espansione russa nel Mediterraneo. Vita e avventure del Marchese di Cavalcabò

di Eugenio Di Rienzo

Il 1769 fu un anno memorabile per la storia del Mare Mediterraneo. Mai sino ad allora si era visto che una squadra navale russa ne solcasse i flutti, le prore rivolte ostili contro la Sublime Porta. Come ha scritto Matthew Smith Anderson, in quell’autunno andò in scena “one of the most spectacular historical events of the 18th century”. Per l’Impero russo si trattava anzitutto di creare strategicamente una diversione che impegnasse, indebolendole, le forze turche su due fronti: quello terrestre, esteso in area danubiana e a Settentrione del Mar Nero; quello marittimo, per contro, nell’Egeo. Ma, mirando oltre, l’imperatrice Caterina II, il suo favorito Grigorij Orlov e il fratello di lui Aleksei “lo Sfregiato” intendevano nel contempo approfittare degli aneliti di libertà alimentati dai sudditi degli Ottomani nei Balcani e nel Peloponneso. Inoltre, benché la guerra in corso con Costantinopoli originasse soprattutto dalle gravi interferenze di San Pietroburgo nella vita interna della Confederazione polacco-lituana, era in gioco anche una potenziale espansione politico-commerciale russa nel cuore dell’area mediterranea. (more…)


Il gioco del dubbio. Ebrei, Rinascimento, scetticismo

di Paolo Luca Bernardini

Difficile circoscrivere in un solo ambito tematico e disciplinare un libro come Alienated Wisdom. Enquiry into Jewish Philosophy and Scepticism di Giuseppe Veltri (Berlin, De Gruyter). In linea di principio, non si dovrebbe trattare come un libro di storia, neanche di storia intellettuale o culturale, dal momento che il suo disegno, vastissimo, lo inserisce all’interno della teologia e della filosofia ebraiche, dal punto di vista storico-filosofico. Né peraltro giova alla sua collocazione l’ampio spettro cronologico toccato; che dalle gloriose antichità classiche, bibliche e latine, ci porta fino all’Ottocento della germanica “Wissenschaft des Judentums”, fino dunque a Leopold Zunz. Ben se ne avvede un veterano della filosofia ebraica, Warren Zev Harvey, emerito di filosofia presso l’Università di Gerusalemme, che amabilmente il libro ha prefato, indicandone il percorso straordinario, del tutto inedito: per ricostruire, tra l’altro, il ruolo della filosofia scettica nei movimenti del pensiero classico, alessandrino, medievale e rinascimentale, in un tentativo estremamente ambizioso: la decostruzione e ri-costruzione di un “canone” di sviluppo filosofico dove lo scetticismo e l’ebraismo si congiungono in un solo percorso, dirompente ma anche progressivo. (more…)


Scuola decaduta, nazione in crisi. Perché Luca Ricolfi e Paola Mastrocola hanno ragione

di Giuseppe Bedeschi

Nel nostro Paese ci sono due malate molto gravi: la scuola e l’Università. La malattia ha origini lontane. La decadenza progressiva della nostra scuola incominciò nel lontano 1963, quando il centro-sinistra istituì la scuola media unica, obbligatoria e gratuita per tutti i ragazzi fino al 14° anno di età. Tale riforma aboliva giustamente le vecchie scuole di avviamento professionale, che richiedevano ai ragazzi una scelta di vita troppo precoce (scelta determinata dalla condizione sociale delle famiglie). Ma la riforma aveva un difetto molto grave: vi fu pressoché abolito l’insegnamento del latino, divenuto facoltativo nella sola terza classe, perché esso fu considerato espressione di una vecchia cultura retrograda e basata sul privilegio! Si buttava così a mare il contatto diretto dei ragazzi con la civiltà classica. Tralasciamo qui di parlare della decadenza dei licei (con l’immissione massiccia nei ruoli di docenti, senza concorsi; con gli esami di maturità ridotti a farse), e soffermiamoci sulla condizione delle nostre Università. (more…)